«Mi ha lasciata sul lastrico e ora, dopo anni di sacrifici, sono costretta a vendere tutto quello che avevo costruito con mio marito». Maria D., 75 anni, residente a Sant'Angelo Romano ed ex assessore del paese, è un'altra delle vittime cadute nella rete di Carlo Eletti, il «Madoff del Pantheon». Al giovane promotore finanziario, che collaborava con diverse banche e aveva il suo studio privato a pochi passi dal Tempio di Adriano, ha affidato quasi un milione di euro: i risparmi di una vita. Era convinta che nel 2003 li avesse investiti in due polizze assicurative Axa, dalle quali percepiva un interesse del 3% annuo. «Invece nel 2009, quando è morto mio marito (medico e professore universitario alla Sapienza), ho cercato queste polizze e non le ho trovate. Eletti mi ha detto che le conservava in cassaforte. Gli ho creduto. Poi a ottobre del 2012, nel momento in cui gli ho chiesto di svincolare delle somme, ha cominciato a giustificarsi dicendo che la madre stava male. Ha temporeggiato così fino alla sua morte, a marzo scorso. E poi dal giorno del funerale non sono più riuscita a incontrarlo». Il meccanismo messo in atto da Eletti ricorda, in piccolo, quello di Gianfranco Lande, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per una truffa da 300 milioni di euro ai danni di 1.700 investitori (tra cui vip e professionisti). A differenza del Madoff dei Parioli, quello del Pantheon avrebbe sottratto a circa 20 risparmiatori, tutti appartenenti alla media borghesia, una cifra più contenuta, che si aggira intorno ai 5 milioni. Al momento il promotore finanziario, 48 anni non ancora compiuti, risulta iscritto nel registro degli indagati per truffa. I suoi clienti hanno provato più volte a mettersi in contatto con lui, ma al telefono non risponde e lo studio di via dei Giustiniani 23, nei pressi della Rotonda, è stato chiuso lo scorso maggio. «A differenza degli altri - racconta Maria - io avevo con lui un rapporto familiare che durava da 20 anni. L'ho aiutato ad avere l'esonero dalla leva. Mio marito lo considerava come un figlio. Siamo andati al suo matrimonio, ho ospitato più volte i figli. I genitori vivevano a pochi passa da casa mia. Eppure mi ha raccontato un sacco di bugie». Un'altra donna, dirigente in pensione della presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui «Il Tempo» lo scorso novembre ha raccontato la storia, era convinta che i suoi 118 mila euro fossero stati investiti da Eletti per rilevare la polizza assicurativa di un ente ospedaliero. L'operazione «ex Hospedale» si è poi rilevata un'invenzione. «Ha carpito la nostra buona fede, adattando i suoi modi di fare alla persona che si trovava davanti - spiega Maria - Mio marito era pigro e lui si mostrava servizievole, sempre disponibile e accattivante. Da quando però ha saputo che l'8 giugno l'ho denunciato ai carabinieri non mi risponde più al telefono. Fa pure la parte dell'offeso. Invece sono io a essere in cura dallo psicologo: mi è crollato il mondo. L'unico scopo della vita di mio marito era avere una bella casa con giardino. Ora non ho più i soldi per mantenerla e sono costretta a venderla, alla metà del suo valore. Il problema è che anche così non la compra nessuno. Basti pensare che per un tappeto persiano mi hanno offerto 30 euro. Gli amici sono spariti e comunque non posso andare da loro a fare l'elemosina. Come faccio a campare?».
«Era un amico, mi ha rovinato»
«Mi ha lasciata sul lastrico e ora, dopo anni di sacrifici, sono costretta a vendere tutto quello che avevo costruito con mio marito». Maria D., 75 anni, residente a Sant'Angelo Romano ed ex...
