In riferimento ai presunti 650 milioni di cui si parla nell’articolo dal titolo «Al supremo le soffiate dalla Commissione rifiuti», non ho alcuna idea di che cosa si potesse trattare, né c’è stata da parte mia alcuna intercessione presso qualsiasi banca». Lo precisa Pietro Di Paolo, capogruppo Nuovo Centrodestra della Regione Lazio. «Non sono in alcun modo indagato in questa inchiesta – continua - ed è utile chiarire che la rideterminazione delle tariffe, cui si fa riferimento nell’articolo, riguardava il trattamento dei rifiuti nei Tmb, rideterminazione prevista per legge e che soprattutto obbligava l’avvocato Cerroni a far funzionare a pieno regime gli impianti di Tmb, eliminando qualsiasi alibi al mancato trattamento dei rifiuti e al conferimento del tal quale in discarica, prassi esplicitamente vietata dall’Europa. Durante il mio mandato di assessore regionale alle Attività produttive, con delega ai Rifiuti, ho portato avanti, e gli atti amministrativi prodotti lo dimostrano, una strategia volta a rompere il monopolio consolidato nei decenni precedenti dal gruppo Cerroni nella gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio. È noto come, per la scelta del sito post-Malagrotta, abbia indicato come area provvisoria quella sita a Corcolle e per il sito definitivo quello di Pizzo del Prete, nel Comune di Fiumicino, entrambi non riconducibili alle società Colari e per i quali era previsto di procedere con espropri e indizione di gare europee. Così come, grazie alla legge che ho fatto approvare per la costituzione della Società regionale LazioAmbiente è stato possibile acquisire il Consorzio Gaia e l’annesso sito con discarica di Colleferro, attualmente di proprietà al cento per cento della Regione Lazio. Inoltre, con l’approvazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, durante il mio mandato, è stata ottenuta la chiusura della procedura di infrazione avviata dalla Ue che gravava sul Lazio. Aggiungo infine – conclude - che, a riprova della strategia volta a interrompere il regime di monopolio esistente, in qualità di assessore alle Attività produttive è calata la più assoluta freddezza anche con l’associazione Federlazio che aveva presentato ricorso contro il commissario Pecoraro, insieme al quale avevamo sostenuto il sito di Corcolle».
Rifiuti: ho contribuito a rompere il monopolio
In riferimento ai presunti 650 milioni di cui si parla nell’articolo dal titolo «Al supremo le soffiate dalla Commissione rifiuti», non ho alcuna idea di che cosa si potesse trattare, né c’è stata...
