Duro attacco del Vicariato di Roma al sindaco Ignazio Marino e alla delibera che riconosce le Unioni Civili e per istituisce un registro ad hoc. La proposta dovrebbe approdare presto all'Assemblea capitolina, ma la Chiesa è già sul piede di guerra. Così, in una nota che sarà pubblicata domani su "Roma 7" (supplemento diocesano di Avvenire) sottolinea come l'iniziativa si stata motivata con "un pretesto: evitare ogni forma di discriminazione". "Pretesto - si legge - perché non può sfuggire agli occhi di amministratori che dovrebbero avere a cuore il bene comune l'assurdità di tale ragionamento. Il fatto che la vera discriminazione consisterebbe nel trattare in modo uguale situazioni differenti, come sono le unioni civili e il matrimonio". Secondo il Vicariato, "con il varo della delibera, a essere discriminate sarebbero le famiglie. Non si può barare con le parole. Così finisce per rivelarsi grottesco parlare della delibera come di 'atto concreto per la lotta a ogni forma di disuguaglianza'. Distinguere non è discriminare ma rispettare: questo dovrebbe essere chiaro. A meno che non si voglia immaginare di fornire assist a normative nazionali, ancora inesistenti, o di preparare qualche coup de theatre nella città del Papa, cuore della cristianità". La nota entra che nel merito della delibera sottolineando come questa arrivia a "contraddirsi riconoscendo l'iscrizione al registro delle unioni civili senza previa richiesta di tempi minimi di coabitazione, e ancora concedere i locali del Campidoglio adibiti alle celebrazioni dei matrimoni civili per uno 'pseudo-matrimonio' che suggelli l'iscrizione al registro, alla presenza di un delegato del sindaco. Un tocco hollywoodiano, una concessione alla scenografia per un'idea priva di sostanza, se si considera non solo l'inutilità giuridica di tale strumento ma anche il flop dei registri delle unioni civili in sei Municipi romani (meno di 50 coppie iscritte in 8 anni, come dimostrato da un'inchiesta di Avvenire)". "Insomma - conclude il Vicariato - la delibera è una forzatura giuridica, frutto di miopia politica. Di una politica che non sa guardare lontano, che vola basso e resta al palo dibattendosi tra le emergenze irrisolte della città".
Il Vicariato di Roma attacca Marino sulle unioni civili
Dura nota contro la delibera ancora da approvare che, oltre al riconoscimento, istituisce un registro ad hoc: "Con il varo a essere discriminate sarebbero le famiglie"
