L’Ater non gli vende casa perché parti comuni del suo condominio sono state occupate abusivamente. Anzi «quella casa io l’ho già pagata, perché mensilmente mi veniva detratta la quota Gescal che serviva a costruire nuovi alloggi e a garantire il diritto a una dimora ai lavoratori con possibilità di riscatto dopo 25, massimo 30 anni». Ne sono passati più di 40 nel caso del signor Gregorio Bilotta, ex sottoufficiale di Polizia che a 85 anni ancora aspetta quel «riscatto». Il suo appartamento in via Giovanni Porzio al Trullo, nel quale risiede con regolare contratto di affitto, risulta formalmente incluso nei piani di dismissione dell’Ater di Roma che però non procede alla vendita «poiché è stata accertata l’occupazione abusiva ed un uso improprio da parte di alcuni condomini di parti comuni del fabbricato - gli ha scritto Ater l’ultima volta ad ottobre – tale situazione illecita, in quanto anche oggetto di una denuncia all’autorità giudiziaria, non consente l’avvio delle istruttorie di vendita finché non verrà ripristinato lo stato dei luoghi antecedente all’occupazione abusiva rilevata». Al danno si aggiunge la beffa perché, precisa Gregorio, «loro mi sono venuti a cercare per la vendita, e io ho sempre voluto acquistare, ed ora è tutto bloccato per situazioni che ho puntualmente segnalato e denunciato, ogni volta che veniva compiuto un abuso contattavo Ater che però, col suo immobilismo, non ha risolto nulla». Non meno importante, l’aspetto economico. «Anche io, come molti altri, per anni ho versato le quote al fondo Gescal, eppure oggi mi trovo in questa situazione: chiedo un po’ di giustizia, lo Stato ci ha obbligato a pagare una somma fissa mensile per poi avere il sdiritto di riscatto». «L’Ater e il sindaco Marino devono provvedere immediatamente al ripristino delle ordinarie condizioni di legalità tese allo sgombero delle case occupate abusivamente per garantire una vita dignitosa anche a chi abita nelle case popolari – interviene Fabrizio Santori, consigliere regionale membro della commissione Politiche Abitative - La cessione di case popolari ai privati che le vogliano acquisire rappresenterebbe un’entrata certa per l’amministrazione e, allo stesso tempo, sgraverebbe l’Ater da spese di manutenzione ben superiori ai canoni pagati dagli inquilini».
Illegali nel condominio Vendita regolare bloccata
L’Ater non gli vende casa perché parti comuni del suo condominio sono state occupate abusivamente. Anzi «quella casa io l’ho già pagata, perché mensilmente mi veniva detratta la quota Gescal che...