Roma Capitale

Tsunami Ama: si dimette il neo Ad Ivan Strozzi

Nominato appena cinque giorni fa, è indagato per traffico illecito di rifiuti

Cinque giorni. Se non fosse per l’altra clamorosa gaffe sul comandante dei vigili urbani, nominato dopo tre mesi di «studio» sui curriculum arrivati al sindaco e dimesso dopo un giorno per mancanza di requisiti, quello di Ivan Strozzi, nominato giovedì scorso presidente e amministratore unico di Ama e dimessosi ieri, poteva essere un buon record. Che la vicenda avesse preso una piega niente affatto felice per il primo cittadino si era capito già dal consiglio straordinario di martedì, quando tra gli stessi consiglieri del Pd serpeggiava il malessere per la nomina dei nuovi vertici Ama, ridotti da cinque a tre, con tanto di messa a fuoco sull’assessore capitolino all’Ambiente, Estella Marino, sulla quale «pende» una mozione di sfiducia che verrà messa al voto dell’Assemblea oggi. In serata poi le indiscrezioni riprese dal sito del Fatto quotidiano che davano Strozzi indagato dalla procura di Patti per traffico illecito di rifiuti, inadempimento di contratti in pubbliche forniture e frode in pubbliche forniture in qualità di amministratore delegato di Enia, una multiservizi che opera in diverse città. Una svista non da poco per il sindaco «marziano» che insiste nel nominare i manager e dirigenti basandosi esclusivamente sul curriculum. Un curriculum, quello di Strozzi, nel quale «non appare l’inchiesta che lo vede coinvolto - precisano dal Campidoglio - anche perché si tratta di un avviso di garanzia e dunque non risulta neanche dal casellario giudiziario». Possibile che nessuno sapesse? Fonti politiche riferiscono che Strozzi è uomo conosciuto a una parte del Pd, caldeggiato dalla stessa Marino. E c’è di meglio. Nei corridoi del ministero all’Ambiente molti sapevano dell’inchiesta su Strozzi perché comparsa su diversi siti internet nell’ottobre scorso quando cioè sarebbe stato notificato l’avviso di garanzia. Un altro clamoroso scivolone dunque da parte di un primo cittadino alle prese con partiti e amministrazione. Al momento non sembra aver imboccato la strada giusta né nel rapporto con i primi né con le risposte attese dalla seconda. Gongola ovviamente l’opposizione che in una conferenza indetta dalla capogruppo Ncd Sveva Belviso con il collega 5 Stelle Marcello De Vito avevano chiesto di mandare a casa Strozzi e assessore. Dimissioni chieste anche dal capogruppo di Alleanza nazionale popolare, Ignazio Cozzoli: «Siamo di fronte a persone che hanno messo Dracula all’Avis, ci aspettiamo le dimissioni immediate anche dell’assessore Estella Marino, non tanto come atto politico, ma come atto di decenza». Tentano di mettere una "pezza" il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo e il capogruppo di Centro democratico Massimo Caprari: «Nuove nomine dell’Ama entro tre giorni». Viene quasi da sorridere. Piccolo giallo poi sulle modalità delle dimissioni di Strozzi, salito in Campidoglio per alcune ore, uscito relativamente tranquillo affermando: «non ho incontrato il sindaco, forse lo farò domani». Il tempo di scendere le scale e arriva puntuale la nota di Marino con la quale dichiara che «essendo venuta meno la fiducia chiede a Strozzi un passo indietro». Il passo indietro Strozzi lo compie eccome, prima fisicamente, tornando in Campidoglio, poi con la nota ufficiale delle dimissioni. L’ufficio dell’ex Benvenuti attende ora nuovi inquilini.

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