Roma Capitale

Chiazze d’olio, vetri e rottami. L’Ama non pulirà il dopo-incidenti stradali

Rischia di trasformarsi in un pasticcio senza precedenti il caso della rimozione dei detriti in seguito agli incidenti stradali. Con decine di vie che ogni giorno potrebbero restare chiuse anche per...

Rischia di trasformarsi in un pasticcio senza precedenti il caso della rimozione dei detriti in seguito agli incidenti stradali. Con decine di vie che ogni giorno potrebbero restare chiuse anche per ore. L’Ama infatti, ha declinato la disponibilità a svolgere il servizio, inviando una lettera firmata dal Direttore del Servizio Territoriale, ing. Giuseppe Perrone, a tutti i gruppi di Polizia Locale. E smentendo così, di fatto, l’ordine di servizio del vicecomandante, Diego Porta, giunto appena 24 ore prima alle segreterie dei comandanti, dove si chiedeva agli agenti di rivolgersi alla municipalizzata data l’interruzione del rapporto fra il Campidoglio e la società privata Sicurezza e Ambiente. È apparso fin da subito difficile che, con tutti le vicissitudini balzate nei giorni scorsi agli onori delle cronache, Ama potesse svolgere anche questo compito. S&A si occupava infatti di macchie d’olio, pezzi di vetro e pericoli vari dalle strade subito dopo i sinistri, con i costi che ricadevano non su Roma Capitale ma sui responsabili degli incidenti. Tutt’altra "mission" rispetto all’azienda comunale. E infatti, come si legge nel fax, «Ama spa ha dato la disponibilità ad effettuare il servizio ma solo a seguito di una verifica delle condizioni di esercizio e della predisposizione degli atti necessari che regolino il rapporto sia operativo che economico tra le parti». Inoltre, «ad oggi l’azienda non è ancora organizzata con le attrezzature specifiche che tale attività richiede e quindi, anche in emergenza, non sarebbe in grado di operare correttamente». Qui la «mazzata»: «Si richiede di astenersi di richiedere ad Ama spa qualsiasi tipo di intervento sino a quando non si sia instaurato un rapporto ufficiale e sia avvenuta una comunicazione di effettiva operatività». Il fax, al suo arrivo, ha suscitato parecchia ilarità fra i vigili urbani. Poi l'umore degli agenti si è fatto più serio, essendo ora terrorizzati dall’idea di dover prendere scopa, paletta e segatura ed essere costretti a ripulire il «misfatto» dopo la rilevazione. «È l’ennesima testimonianza di mancanza di strategia di questa amministrazione – afferma Stefano Giannini del sindacato autonomo Sulpm – Saremo costretti a chiudere le strade, non potendo mettere a rischio l’incolumità degli automobilisti. Noi di certo non ci metteremo a pulire: se vuole, può venire il sindaco Marino in persona a farlo».

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