L'imperatore Alessandro Severo, che fece costruire il maestoso acquedotto nel 200 d.C., si rivolterebbe nella tomba, se vedesse lo stato in cui versa uno tra i più importanti monumenti della Roma Imperiale. Ma purtroppo Parco Sangalli non è l'unico a versare nel degrado. Anche le altre aree verdi del quartiere versano nell'abbandono. Da mesi è scaduto il contratto con le cooperative che si occupavano della chiusura notturna dei giardini. I residenti insistono: «È un nostro diritto vedere i parchi puliti e ordinati, paghiamo le tasse per i servizi che il comune, il municipio o chi per loro hanno il dovere di erogarci». Villa De Sanctis, di notte, è una delle mete preferite dai tossicodipendenti. «La pulizia della villa è di competenza del Servizio Giardini, ma tutta la notte rimane aperta - spiega un volontario del comitato - quindi, chiunque può entrare». Anche il Parco Almagià, di competenza dell’Ama, resta per lunghi periodi abbandonato. «Ci facciamo in quattro per ricevere un po’ di attenzione e quando la situazione diventa insostenibile allora arriva qualche intervento, che poi dopo un po’ diventa inutile, visto che manca la manutenzione» lamenta un residente sul web. Tutta la gestione è confusa: «Le competenze delle zone verdi sono distribuite male: del Parco Alessandrino si occupa il Dipartimento delle Periferie, l’aiuola in piazza della Maranella è di competenza del Servizio Giardini. C’è una strana organizzazione: ogni ente si deve gestire un pezzetto di verde, il risultato è che non si sa mai a chi ci si debba rivolgere – racconta Donatella. Ma oltre a quello del degrado, della sporcizia e delle siringhe abbandonate tra i prati, Torpignattara ha un altro volto, è quello della gente che lavora, della gente che ama il suo quartiere e combatte ogni giorno per migliorarlo. Si rimbocca le maniche, spende energie, adotta aiuole e crea iniziative di integrazione. Dall’aiuola di piazza della Marranella, a quella di piazza del Cannone, le aree verdi, una ad una rifioriscono, grazie all’iniziativa Adotta un’aiuola partita quest’estate, dall’idea di Antonella, una delle attiviste della zona. I volontari si prendono cura dei cani e dei gatti randagi del quartiere, piantano fiori nei prati, addobbano con decorazioni gli alberi a Natale e sistemano il presepe. Poi l’indomani qualcuno distrugge tutto, spacca gli addobbi, ruba il presepe e sfregia gli alberi. I volontari, ancora una volta, non si arrendono, soli, sono pronti a rifare tutto daccapo. Non hanno alcuna intenzione di cedere «al vandalismo, alla trascuratezza delle istituzioni, alla violenza». Tra sporcizia e degrado, sempre più fiori crescono grazie a loro. Una grande scritta in una delle aiuole adottate: Ti amo Torpignatta.
Paghiamo le tasse e vogliamo i giardini puliti
L'imperatore Alessandro Severo, che fece costruire il maestoso acquedotto nel 200 d.C., si rivolterebbe nella tomba, se vedesse lo stato in cui versa uno tra i più importanti monumenti della Roma...
