Nuove assunzioni natalizie, nuovo cda, nuovo commissario: l’emergenza rifiuti che ancora continua in varie parti della città ha imposto un’accelerazione anche al calendario delle consultazioni del sindaco Marino, che mercoledì incontrerà le sigle sindacali di Ama che nei giorni scorsi hanno attaccato duramente le scelte dell’amministrazione. La Cgil, in particolare, che ha parlato di «un caos rifiuti prevedibile ed evitabile» e chiesto «la riorganizzazione dell’intera struttura aziendale» non risparmiando stilettate sugli ultimi arrivati - 500 addetti delle cooperative - prefigurando ìle solite assunzioni clientelari». Altra data cruciale, il 9, quando si riunirà il cda di Ama senza guida da fine ottobre e al ministero dell’Ambiente si affronterà il nodo commissariamento: l’ipotesi prevalente è che vengano mantenuti i poteri straordinari affidandoli però ad un soggetto interno alle tre amministrazioni, per esempio al commissario della provincia di Roma. Intanto in città i problemi continuano, cassonetti pieni e mancati giri di raccolta come è stato segnalato anche in via Foscari e via Gentiloni a Prati Fiscali dove, denunciano i residenti, «al posto dei bidoni della differenziata si sono create montagne di rifiuti». Altro tema, quello della differenziata, che suscita polemiche. Ieri intervenendo a RadioRadio l’assessore all’Ambiente Estella Marino, che pure ha ferocemente criticato Ama per l’organizzazione della raccolta si è detta «convinta che, con un po’ più di sprint, stiamo raggiungendo buoni, ottimi risultati». Del resto, pochi giorni fa, aveva incredibilmente prospettando che ìnonostante le difficoltà tutti gli sforzi che stiamo facendo servono, gli ultimi dati sulla raccolta davano la città attorno al 38%, nelle prime settimane di gennaio «ci aspettiamo di raggiungere gli obiettivi del Patto per Roma», cioè 40% a fine dicembre 2012. Legambiente Lazio presenterà comunque un esposto alla Corte dei conti puntando al contratto di servizio di Ama: «Prorogato dal 2008 – spiega Lorenzo Parlati - mentre molti servizi venivano gestiti in modo extracontrattuale con delibere specifiche e quindi ulteriori esborsi da parte dell’amministrazione». Il sindaco di Guidonia, Rubeis, mette le mani avanti sulla discarica dell’Inviolata: «Il fatto che gli enti preposti non abbiano fornito tutte le pezze d'appoggio per farci capire come stiano le cose, induce a pensare che l’impianto potrebbe accogliere i rifiuti romani salvando dall’emergenza anche politica la giunta capitolina». Dalla Regione interviene l’ex assessore all’Ambiente Di Paolo (Ncd): «Continua il caos rifiuti, quartieri sporchi fatta eccezione per il bidone di casa Marino, e impianti, come quello sulla Salaria, stracolmi di immondizia: Marino si vanta di aver chiuso Malagrotta ma non c’è alcuna programmazione e se si fermano i camion che portano i rifiuti oltre regione la spazzatura finisce in strada». Accuse, infine, dall’opposizione in Campidoglio. «Ad ogni angolo delle strade si possono trovare rifiuti abbandonati accanto a cassonetti stracolmi tranne che sotto casa di Marino» ha detto Giovanni Quarzo, presidente della commissione trasparenza di Roma Capitale, mentre Cantiani torna sull’aspetto economico: «Dopo aver tirato fuori 5 milioni di euro per Ama, Roma resta coperta dall'immondizia: l’inadeguatezza di Marino sta danneggiando la capitale».
«Balle» sui rifiuti e bidoni zeppi
L’assessore vuole il 40% di differenziata. Ma l’immondizia resta in strada
