Il suo nome nelle ultime settimane era spesso finito nelle cronache politiche e quindi cittadine: Barbante in occasione di uno degli ultimi Consigli comunali dell’anno era stato accusato di incompatibilità tra la carica di vice sindaco ma soprattutto di assessore e la professione di geometra. Un attacco duro, durissimo, arrivato dai banchi dell’opposizione. «Accuse - scrive Barbante - orchestrate dai soliti "professionisti della politica" solo per colpire chi, come il sottoscritto, ha dimostrato con i fatti e con le proprie azioni quotidiane di amare veramente questo paese e di volersi impegnare unicamente per la sua crescita. Un gesto di inaudita bassezza morale e politica che non si era mai verificato nella storia di Rocca di Papa». La mossa di Barbante arriva proprio nel momento in cui il sindaco Pasquale Boccia dopo tanto attendere sembrava pronto per un rimpasto di Giunta. Proprio il primo cittadino tende a minimizzare il significato delle decisione del suo ormai ex vice. «Le dimissioni di Barbante altro non sono che un tassello del processo di riorganizzazione interna alla squadra di governo che vogliamo mettere in atto per rilanciare l’attività amministrativa. Sono vicino al vice sindaco e a malincuore ho accettato e compreso le motivazioni che lo hanno spinto a questa scelta». Boccia entro pochissimi giorni dovrebbe nominare il nuovo vice e nell’occasione potrebbe dare corpo anche a quel rimpasto di cui si parla da settimane. Ma l’autodifesa di Barbante è andata anche oltre. «Ho deciso di fare questo da uomo libero - scrive ancora l’ex assessore e da ieri nuovamente semplice consigliere, in aula dal 2002 - dimostrando a chi di dovere l’assoluta inesistenza di qualsivoglia interesse correlato alla mia attività professionale, o di quella bramosia di potere o di poltrone rispetto a chi, invece, fa di tutto per averle e ad altri che dopo averle perse fanno ancora di peggio per riconquistarla». Con l’uscita di scena di Barbante si chiude una delle pagine più cruente della storia politica rocchegiana: un clima avvelenato da lotte intestine e personalismi che in questo momento nascondono anche lotte di successione.
Il vicesindaco geometra anticipa il rimpasto
Barbante: «Mi dimetto, hanno vinto le malelingue»