Nel dubbio che i dipendenti in forza alla municipalizzata capitolina incaricata della gestione dei rifiuti siano troppi o pochi, la giunta Marino appalta il servizio alle solite coop. «Misure eccezionali perché quanto successo in questi giorni in riferimento allo smaltimento dei rifiuti ha penalizzato la Capitale ed è stato per noi motivo di profonda irritazione e forte preoccupazione» ha motivato il sindaco Marino, sul ricorso ad operatori esterni attaccato però anche dalla Cgil: «Non ci meraviglieremmo – nota profetica del sindacato alla vigilia della presentazione di ieri del piano straordinario per il decoro – che in questi giorni qualcuno stesse spingendo per un impiego straordinario di cooperative per pulire la città e, attraverso questo sistema, veicolare ulteriori assunzioni clientelari». L’emergenza rifiuti in strada continua da giorni e non solo a Boccea, zona a nord di Roma, dove anche i maiali rovistavano tra i cassonetti. Situazioni di degrado si sono registrate dal centro alla periferia ed ufficialmente il Campidoglio, sindaco ed assessore all’Ambiente, ha imputato le criticità ad un mix di fattori: incapacità dell’attuale gruppo dirigente dell’Ama, conseguente disorganizzazione dei turni lavorativi rimasti scoperti, sovraproduzione di immondizia durante le festività. Su un punto tutti concordavano: la forza lavoro non manca, anzi, come ha ribadito su queste pagine Marino «il personale, circa 8mila unità, è già ai massimi livelli in rapporto alla popolazione residente». Eppure, come anticipato, il piano straordinario per il decoro arruola nuova forza lavoro. Esterna all’azienda. Per garantire la «piena operatività» dei servizi ai 4mila operatori ed autisti Ama si aggiungeranno oltre «500 ulteriori risorse – hanno spiegato ieri – che verranno impiegate su tutto il territorio in particolare nelle operazioni di decoro attorno ai cassonetti stradali e rimozione del fogliame». Si tratta di «risorse» appartenenti alle cooperative di cui Ama già da anni si serve per integrare il servizio in città, appalti che spaziano dalla raccolta differenziata alla stessa pulizia delle sedi della municipalizzata. Su strada saranno invece rafforzati i passaggi con l’utilizzo di 100 mezzi supplementari «affiancati da uno speciale piano di interventi sulle discariche abusive segnalate nei vari quartieri». Ci si concentrerà sulle periferie, da Serpentara a Tor Pignattara passando per Colli Aniene, e Marino annuncia anche ispezioni a sorpresa: «Il 1° gennaio – ha concluso il sindaco – faremo sopralluoghi assieme all’assessore all’Ambiente ed ai presidenti dei municipi coinvolti per vedere se il piano funziona oppure no, quindi se la città sarà pulita o meno». Sull’intero piano, però, si scatena il fuoco amico della Cgil: «Non è da ora che denunciamo il degrado in cui versa l’Ama e con essa la città di Roma che, in questi giorni di feste, sta mostrandosi ai cittadini e ai numerosi turisti più sporca che mai – ha denunciato il sindacato - La Fp-Cgil ha presentato in questi mesi denunce e, raccogliendo dossier regolarmente inviati all’amministrazione capitolina, ha chiesto cambiamenti profondi anche del management». L’altro nodo è quello dei vertici aziendali, vacanti da mesi mentre l’amministrazione comunale – ha ammesso anche ieri il sindaco – valuta curricula: le nuove nomine si attendono il 9 gennaio, in occasione della convocazione del consiglio di amministrazione. «In solitudine in questi anni abbiamo denunciato il giro di interessi, il mancato rispetto delle norme e la mancanza di trasparenza presenti in azienda, le denunce di queste ore del sindaco sono una magra consolazione – insiste la Cgil – Ci saremmo aspettati una convocazione urgente per provare ad affrontare emergenze che, con una adeguata pianificazione, si sarebbero potute tranquillamente evitare». Sull’affare coop, comunque, «l’amministrazione capitolina è avvertita: al danno non può essere aggiunta la beffa che in questo caso sarebbe prodotta dal maggior costo da scaricare sui cittadini che già pagano una tariffa tra le più alte d’Italia per un servizio tra i peggiori».
Marino dà i rifiuti alle coop e la Cgil insorge
Il piano straordinario per il decoro prevede l’impiego di 500 addetti esterni Il sindacato attacca: con la programmazione si poteva evitare l’emergenza
