Roma Capitale

I vicini di casa «Era gente tranquilla»

Hanno in viso un dolore composto i parenti della coppia di anziani morta in seguito all’ennesimo omicidio-suicidio che ha macchiato di sangue le strade della Capitale. Radunati in un angolo appartato...

Hanno in viso un dolore composto i parenti della coppia di anziani morta in seguito all’ennesimo omicidio-suicidio che ha macchiato di sangue le strade della Capitale. Radunati in un angolo appartato della pizzeria accanto al civico 71 di via Olevano Romano stanno seduti in silenzio aspettando le disposizioni degli investigatori che si stanno occupando delle indagini. Educati ma fermi, respingono le domande dei cronisti chiedendo un po’ di pace per il lutto subito mentre gli operai dell’Ama stipano l’uno accanto all’altro, nel loro ultimo viaggio, i corpi senza vita dei due anziani coniugi. «Una coppia normale, come se ne vedono tante». Tra il gruppo di curiosi radunato a pochi metri dal corpo senza vita di Stefano Primaldo invece gira sempre lo stesso commento di rassegnata disperazione. «Non capisco come si possa finire in questo modo - dice una signora anziana che abita a poche porte più in giù, verso la Prenestina - non conoscevo la coppia, però questa è già la seconda volta in pochi anni che la nostra strada è protagonista di un suicidio così terribile. E anche in quell’occasione si trattava di una persona anziana». Quasi nessuno si sente di parlare di quei due signori «così distinti» che hanno fatto «quella fine tremenda». «Abito qui dagli anni ’70 ma mentirei se dovessi dire che li conoscevo. Sapevo che la donna non stava bene e avevo sentito dire in giro che spesso altri vicini li avevano sentiti litigare, però da una normale lite coniugale ad un omicidio-suicidio ce ne passa». «La verità è che questa città è cambiata – dice un signore accorso sul posto incuriosito dai lampeggianti delle volanti – ormai non ci si conosce nemmeno con quelli che ti abitano a fianco e così noi romani, presi da una vita sempre più frenetica, ci accorgiamo dei problemi di chi vive magari sul nostro stesso pianerottolo, solo quando arrivano le forze dell’ordine».

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