Roma Capitale

Aragosta addio. Nel menù del 31 arrivano le alici

Da Testaccio al Trionfale caccia alle varietà meno costose. Stimato calo delle vendite del 15%

La crisi cambia anche il menù di Natale e Capodanno. Per il cenone del 24 si è speso mediamente 100 euro a famiglia, secondo la Coldiretti, circa il 10% in meno dello scorso Natale. Più o meno quanto si spenderà per allestire la tavola aspettando il nuovo anno: da passare in casa con gli amici, piuttosto che nei locali. Irrinunciabili soltanto le lenticchie con il cotechino, che si trova già in offerta nella stragrande maggioranza dei supermercati. Per il resto è il prezzo la vera variabile. Il pesce resta il protagonista della tavola ma il consumo dei crostacei e dei pesci bianchi si dimezza, a favore del fritto e del pesce azzurro. Nei mercati rionali si gira tra i banchi del pesce guardando i prezzi e scegliendo il "meno costoso". Accade nei mercati più centrali come Trionfale e Testaccio e in quelli un po’ più periferici come Irnerio e Laurentina. Perfino il capitone, un cult sulle tavole del pranzo del 25 è stato venduto molto meno rispetto allo scorso anno quando la crisi si era già iniziata a far sentire ma non al punto di rinunciare alla tradizione. «C'è stato un calo generale delle vendite del pesce stimato tra il 10 e il 15 per cento - conferma Walter Papetti, presidente dell’Anva Confesercenti - in alcuni mercati, più periferici, abbiamo raggiunto anche punte del 30%. In sostanza è accaduto come con la carne, al posto di bistecche e filetti di manzo si prediligono ormai le carni bianche». Così nel carrello della spesa per il pranzo di Natale è finito più il pesce azzurro, le alici al primo posto, che si portano via anche a 6-7 euro al chilo. Richiestissimi anche i calamari per il fritto, le cozze, al posto delle più costose vongole. Difficile invece piazzare i gamberi, praticamente una vittoria al lotto vendere aragoste e crostacei in generale. «I consumi alimentari a Natale nel complesso hanno tenuto - chiosa Franco Gioacchini, presidente Upvad Confcommercio - ma è un fatto che la gente ha cambiato profondamente il modo di fare la spesa. È più che altro il prezzo che guida gli acquisti, con un occhio sempre attento alla qualità è chiaro, ma questa viene sempre garantita nei mercati». Spesa al ribasso per il pesce si prevede anche a Capodanno. «Pensiamo che i consumi diminuiranno anche per il cenone del 31 - incalza Papetti - le prenotazioni per il pesce ci sono ma proprio come è accaduto per il pranzo della vigilia sono i pesci azzurri e la frittura mista a base di calamari quelli più richiesti». Ieri la maggior parte dei banchi del pesce nei mercati rionali erano chiusi e riapriranno solo questa mattina per prepararsi a quello che si spera sia il giorno a maggiore richiesta. «Molti operatori hanno approfittato del ponte di Natale per restare chiusi - spiega Papetti - il motivo è da ricercare anche nel fatto che il rifornimento del pesce è stato minore in questi giorni e limitato alle feste». I prezzi, comunque, restano stabili e in linea con il periodo dell’anno. Nei mercati si preferisce diminuire i quantitativi piuttosto che abbassare troppo i prezzi. Diversamente, nei supermercati abbondano le offerte per i prodotti tipici del cenone di capodanno. Forti i ribassi di torroni e panettoni, ma anche del cotechino le cui vendite in questo modo non hanno subito particolari decrementi.

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