In due (un marocchino più l'imam tunisino che sarebbe la "mente" dell'iniziativa) continuano a mantenere le labbra cucite. In 15 hanno trascorso la notte di Natale dormendo all'aperto. Prosegue la protesta degli immigrati rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria con una trentina di "ospiti" che rifiutano il cibo del centro ma accettano quello offerto da volontari e assistenti della Cooperativa Auxilium. Il tutto, però, potrebbe presto concludersi. "Ora che le istituzioni si sono mosse e la stampa ha parlato del nostro caso - spiega Mohammed Nouimy, marocchino di 44 anni considerato uno dei portavoce della protesta -, proseguire è inutile. Stiamo cercando di convincere i 4 che hanno ancora le labbra cucite e gli oltre 10 ancora in sciopero della fame a smettere. A continuare il digiuno sono soprattutto ragazzi provenienti da Lampedusa. I quattro con le labbra cucite sono marocchini". Bari. Proteste anche nel Cie del capoluogo pugliese dove una ventina di immigrati, in maggioranza tunisini, hanno sfondato una porta di un modulo del Centro ed hanno aperto alcuni manicotti dell'acqua, allagando i locali. Lampedusa. Il deputato Pd Khalid Choauki ha lasciato l'isola dopo tre giorni barricato nel Cpa: "L'equipe della Croce rossa che è arrivata oggi sarà con i 17 superstiti fino al loro trasferimento: riceveranno aiuto e assistenza qualificati. Loro hanno accettato questo compromesso". I 17 profughi sono testimoni di giustizia e devono essere sentiti nel corso di due incidenti probatori chiesti dalla procura di Agrigento che indaga sul reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e dalla Dda di Palermo che ha aperto un'inchiesta sulla tratta di esseri umani. Al centro dell'indagine il naufragio dello scorso 3 ottobre.
Prosegue la protesta nel Cie di Ponte Galeria
In 15 dormono nel cortile. In due ancora con le bocche cucite, ma uno dei "portavoce" annuncia: "Centrato l'obiettivo inutile andare avanti"
