È morto l'uomo che tre giorni fa si era dato fuoco in piazza San Pietro. Ricoverato in condizioni gravissime all'ospedale Sant'Eugenio, Claudio Comandini non ce l'ha fatta. Le ustioni, di terzo grado, avevano interessato almeno il 48-50% del corpo, ed erano localizzate soprattutto sugli arti nella parte superiore, sul volto, torace e dorso, e su una piccola area sulle cosce. L'uomo, 51 anni, romano della Garbatella, giovedì mattina si era cosparso gli abiti di liquido infiammabile e con l'accendino aveva appiccato il fuoco. Sarebbe arrivato a compiere il tragico gesto a causa di una forte depressione, acuita dalla mancanza di lavoro. In passato aveva lavorato come ambulante, ma ultimamente non riusciva a trovare un impiego. Nella sua giacca, lasciata in piazza San Pietro dopo il trasferimento d'urgenza in ospedale, era stato trovato un bigliettino in cui aveva scritto: "Sono stanco e non ho un lavoro". Era stato subito soccorso da un sacerdote gesuita, che lo aveva avvolto col suo mantello, e da due agenti di polizia dell'ispettorato Vaticano. Gli agenti, con una coperta e con l’estintore in dotazione in auto, erano riusciti a spegnere il fuoco. Ma per lui, dopo tre giorni di agonia, non c'è stato nulla da fare.
È morto l'uomo che si era dato fuoco a San Pietro
Le ustioni di terzo grado avevano interessato il 50% del corpo. L'uomo, romano di 51 anni, soffriva di depressione ed era senza lavoro
