Roma Capitale

Brillano le Fiamme Oro

Rugby San Donà battuto e raggiunto al 7°posto Lazio travolta dal Viadana dopo un buon avvio

L’VIII giornata del campionato Eccellenza marca la bella affermazione delle Fiamme Oro Rugby che sul campo di casa riescono a battere 33-25 il San Donà agganciato in classifica al settimo posto. Nuovi scenari si aprono ora per la squadra della Polizia di Stato che alla ripresa del campionato il 4 gennaio affronterà la Capitolina in uno degli innumerevoli derby della stagione. I primi minuti del match sono in equilibrio con le due squadre che all’11’ sono in parità 6-6 grazie ai calci di Benetti per le Fiamme e Mucelli per i veneti. Ma tra il 13’ e il 25’ i Cremisi piazzano una terribile tripletta andando tre volte in meta con Amenta, Zitelli e Sepe, tutte trasformate dal cecchino Benetti (18 punti al piede al termine della partita). Il San Donà sbanda ma non crolla e prima della fine del primo tempo segna una meta con Iovu per il 27-11. Nella ripresa i veneti producono una interessante rimonta che li porta fino a 25 punti con una meta tecnica e un’altra di Flynn. Ci pensa ancora Benetti con il suo piede a tenere gli avversari a distanza firmando il 33-25 finale. All’Acquacetosa l’Ima Lazio Rugby 1927 non riesce a imitare i cugini e cede al Viadana con lo score di 3-28. Peccato per i biancocelesti autori di un ottimo primo tempo finito, però, solo 3-0 con una punizione di Rubini, troppo poco per la mole di gioco costruita. Ottima difesa, buona la rimessa laterale, addirittura superlativa la mischia chiusa, i biancocelesti pagano oltre il dovuto le assenze di Nathan e Gerber, fondamentali nello sviluppo del gioco d’attacco. Nella ripresa fanno strada la fisicità e il cinismo del Viadana che marca con Horn e Yakopo per il 3-14. La Lazio perde lucidità, i giocatori cercando di vincere la partita ognuno per proprio conto perdono tesori di palloni che gli esperti avversari trasformano in altre due mete di Horn e Robertson nel finale che definiscono l’eccessivo passivo. Senza storia il 61-0 con il quale la corrazzata Calvisano affonda le speranze della Capitolina di tirarsi fuori dalla lotta per non retrocedere.

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