Roma Capitale

San Camillo, pronto soccorso nel degrado

Non si placano le proteste sulle condizioni dell’ospedale San Camillo. Bandiere e striscioni davanti all’ingresso del nosocomio ieri per manifestare contro il «degrado» del pronto soccorso. Un sit-in...

Non si placano le proteste sulle condizioni dell’ospedale San Camillo. Bandiere e striscioni davanti all’ingresso del nosocomio ieri per manifestare contro il «degrado» del pronto soccorso. Un sit-in, promosso dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, e Anaoo Medici. «Abbiamo presidiato per giorni il pronto soccorso, rilevando situazioni di vera difficoltà: i locali non riescono a ricevere l’afflusso quotidiano, oltre 200 presenze», ha spiegato il delegato sindacale Nursind, Stefano Barone. «Abbiamo assistito a pazienti "parcheggiati" sulle barelle per giorni, mettendo a rischio l’utenza e gli operatori. Di conseguenza, il blocco del turn-over costringe i colleghi a turni di 14 e 17 ore, con tutti i rischi del caso. Siamo al collasso. Nel 2012 era stato preventivato un allargamento al piano soprastante ed un adeguamento di quello sottostante, ma ancora, ad oggi, non si è mosso nulla». «Un cattivo funzionamento del pronto soccorso genera il blocco delle ambulanze che non riescono a garantire le emergenze sul territorio», ha rimarcato il segretario aziendale Nursind, Marco Lelli. «Di non secondaria importanza, poi, la riduzione di posti letto, che non permette il decongestionamento del pronto soccorso, ma che, come unica soluzione, autorizza l’allestimento di posti letto di fortuna nei luoghi più disparati come i corridoi delle unità operative. Non possiamo accettare questa forma di organizzazione e denunceremo la questione in nelle sedi preposte». «Chiederò un’inchiesta rispetto ai 467mila euro stanziati con delibera di Giunta regionale n.322 nel luglio del 2012 per l’ampliamento del pronto soccorso Dea. Tra rimpalli di competenze e lassismi vari, è scandaloso che la Regione Lazio si sia limitata ad inviare delle letterine senza essere mai intervenuta concretamente per migliorare una condizione di criticità», ha tuonato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della Commissione salute presente all’iniziativa. «Sui pronto soccorso della Capitale serve una rivoluzione. Ho già avuto modo di visitare quelli del Policlinico Tor Vergata, del Sant’Eugenio e del San Camillo e denunciare lo scandaloso stato in cui si trovano i pazienti che non vedono rispettata la dignità e strutture che non sono in grado di garantire un servizio di qualità accettabile». Da quando l’anno scorso Il Tempo denunciò il ritorno della "piazzetta" in diversi ospedali capitolini, sembra che la situazione non sia cambiata di molto.

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