Roma Capitale

Quando la solidarietà si... compra

Mercato equo e Gruppi di acquisto per aiutare gli immigrati

Per ottenere la struttura così com’è oggi ci sono voluti 14 anni, dal 1980, anno di nascita della parrocchia San Giuliano, al 1994, quando la chiesa venne effettivamente inaugurata sulla Cassia, non lontano dal Gra. A guardarla viene da pensare che sia valsa la pena aspettare così a lungo: una vera e propria «cittadella» dotata di architettura «essenziale» ma allo stesso tempo non fredda, ampi spazi che non le conferiscono quell'aspetto da «ecomostro» che purtroppo caratterizza molte chiese figlie dell'architettura post moderna. Una struttura così grande, ovviamente, offre numerosi vantaggi. Intanto è in grado di accogliere persone oltre la già folta cerchia degli 11.000 parrocchiani della zona, grazie alla posizione strategica in cui si trova. In secondo luogo, in un'area senza piazze e luoghi di incontro come questa, la parrocchia può svolgere quella funzione aggregativa altrimenti assente in tutto questo quadrante della parte nord di Roma. Tutto questo si inserisce in un contesto in cui la borghesia medio/alta che costituisce lo zoccolo duro del quartiere, partecipa attivamente alla vita e alle attività parrocchiali. «Grazie agli ampi spazi che abbiamo a disposizione - afferma don Luigi, 46 anni, parroco da 10 - abbiamo la possibilità di coinvolgere i residenti nelle nostre attività e allo stesso tempo di partecipare alla vita del quartiere». Lo dimostra il fatto che da 6 anni, una volta al mese, il comitato di quartiere affronta le tematiche, da sempre spina nel fianco di questa zona (viabilità, decoro e sicurezza), riunendosi all'interno della parrocchia. Allo stesso tempo i residenti danno un contributo sia mettendo a disposizione le proprie professionalità, in quello che è una sorta di sportello informativo, che offre assistenza e consulenze professionali, burocratiche e legali alle fasce più disagiate del quartiere (molte le comunità straniere per lo più sudamericane e filippine), sia partecipando alla promozione e all'organizzazione di quelle particolari iniziative che conferiscono a San Giuliano i tratti distintivi di parrocchia attenta al sociale. È il caso del Mercato equo solidale, grazie al quale una volta a settimana e una domenica al mese, prodotti artigianali, alimentari, abbigliamento e accessori provenienti dai Paesi del Sud del Mondo, vengono messi in vendita nel grande piazzale di fronte all'ingresso della chiesa. Il commercio equo solidale è forse la formula che più di ogni altra coniuga la solidarietà, il rispetto delle condizioni di lavoro di popolazioni spesso sfruttate e l'alta qualità dei prodotti. A proposito della qualità dei prodotti un discorso a parte merita un altro genere di commercio che trova spazio tra i confini della parrocchia, quello dei prodotti legati ai Gas (Gruppi di acquisto solidali). In questi giorni di fibrillazione e proteste, con i «forconi» che hanno invaso le piazze italiane e tra le altre cose minacciano il blocco dei Tir e dei mezzi di trasporto merce, probabilmente ai Gas, viene da sorridere. La filosofia dei Gruppi, infatti, si fonda sull'acquisto di alimenti da filiera corta, sull'autoproduzione per sottrarsi all'invadenza di merci spesso inutili e dannose e sulla scelta di fare a meno del surgelato per acquistare direttamente dal contadino, valorizzando le tradizioni locali e sostenendo la buona e sana economia del territorio. Gas e Mercato Equo Solidale ma anche laboratorio teatrale, gruppi scout, caritas e ufficio «offro e cerco lavoro», dove negli ultimi anni «l'offro» sta scomparendo: «Ormai - chiosa don Luigi - è difficile trovare un lavoro anche come badante o addetto alle pulizie». Lavori che prima erano prerogativa degli stranieri: «Ora invece in fila trovi quasi solo italiani».

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