Roma Capitale

I piccoli disertano il bilancio

Continua in Camera di Commercio il braccio di ferro tra Cremonesi e i consiglieri pronti a sfiduciarlo, che ormai da mesi paralizza l'attività dell'Ente. Dopo la sospensiva del Tar ottenuta dal...

Continua in Camera di Commercio il braccio di ferro tra Cremonesi e i consiglieri pronti a sfiduciarlo, che ormai da mesi paralizza l'attività dell'Ente. Dopo la sospensiva del Tar ottenuta dal presidente, che ha allontanato la sfiducia prevista lo scorso 12 dicembre, rimandando la decisione nel merito dei giudici al 20, ora è la volta dei «piccoli» che sostengono il passaggio della staffetta a Tagliavanti presidente. Ieri, infatti, doveva svolgersi il consiglio per la ratifica del bilancio che era in programma di essere approvato entro fine mese. E fino a qualche giorno fa i consiglieri che hanno sfiduciato Cremonesi, avevano assicurato che non ci sarebbero stati colpi di scena al riguardo. Il consiglio era previsto per le 16 ma poche ore prima è arrivata la nota firmata Alleanza Pmi, con la quale si dice che «i firmatari della mozione di sfiducia verso il presidente hanno ritenuto di non partecipare al consiglio camerale di oggi». Il motivo? «Il presidente della Camera di Commercio non garantisce la serenità necessaria ad accompagnare gli atti di governo dell'ente, in particolare un provvedimento importante come il bilancio». Dunque si è tenuta regolarmente la giunta, composta ormai completamente dai rappresentanti dell'Alleanza. Mentre il consiglio è stato disertato. Chiara l'intenzione da parte dei «piccoli»: far emergere chi sia il vero "colpevole” della paralisi dell'Ente, vale a dire Cremonesi che non si dimette, e sottolineare che ormai sono diventati la maggioranza e quindi possono decidere le sorti della Camera di Commercio. Dall'altra parte Cremonesi non indietreggia di un passo e lascia che sia la magistratura a mettere la parola fine alla querelle.

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