Roma Capitale

Cedrone accusa: «Panzironi assumeva per chiamata diretta»

Assunzioni per chiamata diretta decise dall’amministratore delegato, Franco Panzironi. Entra nel vivo il processo sull’ipotizzata “parentopoli” all’Ama, l’azienda municipale ambiente. Ieri mattina...

Assunzioni per chiamata diretta decise dall’amministratore delegato, Franco Panzironi. Entra nel vivo il processo sull’ipotizzata “parentopoli” all’Ama, l’azienda municipale ambiente. Ieri mattina ha deposto in aula Luciano Cedrone, ex direttore del personale, imputato con Panzironi ed altre sei persone, accusate di abuso d’ufficio e falso in merito ad assunzioni clientelari. L’audizione si è soffermata sull’assunzione di 41 persone, compiute secondo la Procura della Repubblica di Roma, per motivi diversi dalle reali esigenze aziendali e, comunque, sulla base di amicizie di matrice politica. «Era Panzironi, - ha spiegato - a dire chi prendere. Rispetto ai curricula oggetto del processo, a sua disposizione ce ne erano 50, ne scelse 41 e ci disse di fare le “determine”, gli atti amministrativi, entro il 22 ottobre 2008, quando sarebbe entrata in vigore la legge Brunetta». Secondo quanto ricostruito dall’accusa, quelle 41 assunzioni sarebbero avvenute per chiamata diretta e avrebbero riguardato persone senza i titoli idonei agli incarichi. «Avevamo necessità, secondo la relazione previsionale, di far entrare 120 persone, tra i 50-60 impiegati o addetti al data entry - ha continuato Cedrone – c’erano delle scoperture evidenti». Per quelle assunzioni, però, a detta dell’ex dirigente Ama, «nessuno in quel periodo ebbe da ridire. Nessuno del consiglio di amministrazione, del collegio dei revisori, dei sindacati. Panzironi ci disse chi dovevamo prendere. Le persone prese non sapevamo chi fossero, non le conoscevamo». Infine, ha spiegato che ci furono alcuni esclusi, tra i quali ci sarebbero stati anche due consiglieri municipali di Roma, che risultati essere «impresentabili». Nel corso della deposizione, Cedrone non ha motivato cosa volesse dire con «impresentabili», salvo fare alcuni brevi riferimenti alla politica. L’udienza è stata rinviata al prossimo 21 febbraio, data in cui sarà ascoltato lo stesso Panzironi

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