Roma Capitale

Bivacchi e insicurezza, il rione in mano agli abusivi

Degrado, abusivi, insicurezza, in una parola il rione è diventato «invivibile». Dopo il nostro viaggio a Trastevere anche residenti e commercianti storici denunciano «il declino di un quartiere...

Degrado, abusivi, insicurezza, in una parola il rione è diventato «invivibile». Dopo il nostro viaggio a Trastevere anche residenti e commercianti storici denunciano «il declino di un quartiere ormai abbandonato da anni - allarga le braccia Carmelo dal suo negozio in via del Moro - ormai mi sono arreso, ho inviato decine di mail al presidente del municipio ma mai nessuna risposta o provvedimento, mi sono stancato anche di parlarne». Come abbiamo documentato ieri, i problemi del rione sono molti e si trascinano da anni. «Quello degli abusivi è tra i più sentiti e peggiora di mese in mese - spiega Roberto Zuliani dalla sua profumeria in via della Lungaretta - si piazzano davanti alle vetrine, ogni giorno una litigata per farli spostare ma restano lì». D’accordo Debora Cecchini: «La concorrenza sleale, visto che gli abusivi vendono soprattutto bigiotteria, ci dimezza gli incassi» mentre Marianna Perugino, dalla sua boutique in via del Moro ne fa anche un problema di sicurezza: «Servirebbero le telecamere: mi hanno imbrattato le vetrine poco tempo fa, è materiale acido e dovrei cambiarle tutte ma la spesa è enorme, abbiamo subito anche un furto, ci hanno scassinato la serratura e portato via tutta la cassa». Scippi e borseggi, del resto, sono frequenti, così il signor Francesco Verde, che vive a Trastevere da quando è nato, chiede anche più controlli: «Il caos è assoluto - racconta - bancarelle ovunque, amplificatori dei cosiddetti musicisti e dei locali, buche a ripetizione come in via Dandolo, transennata da maggio, un degrado così generale non l’abbiamo mai raggiunto e non si vedono forze dell’ordine in giro». Ci sono le buche, ha ragione Francesco, ed anche i muri imbrattati, i cartelli divelti, aree pedonali invece invase dalle auto, sacchetti di rifiuti a terra ad ogni incrocio. Angela Farruggia, altra negoziante, segnala anche l’ultima "opera" di Acea, che ha improvvisato una "riparazione" appendendo fili e tubi all’esterno di una palazzina a vicolo del Cinque: «Anche io ho una buca davanti al mio negozio - continua - la perdita d’acqua sottostante però non viene riparata, così l’asfalto cede in continuazione». Clienti disaffezionati, causa movida selvaggia, anche da Checco er Carettiere: «Chi vorrebbe trascorrere una serata tranquilla è scoraggiato - constata Assunta Porcelli - tra bancarelle e intasamento sul lungotevere neanche i tassisti si azzardano ad entrare nel rione, lasciano le persone a piazza Trilussa». Il comitato Vivere Trastevere, che da anni si batte per il decoro e la legalità nel quartiere, chiede un «incontro urgente» al sindaco Marino: «La situazione è insostenibile - conclude per il comitato Dina Nascetti - scippi, movida incontrollata, abusivi che assediano i pochi negozi storici rimasti, abbiamo letto con piacere la battaglia del neo comandante della municipale Clemente contro le affissioni abusive, suggeriamo di continuare perché vista la mole di multe si potrebbero pagare tutti gli straordinari dei vigili».

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