Il sindaco Marino è volato negli States per "accompagnare" il «Galata morente» nel suo primo viaggio all’estero dai Musei capitolini. Una "ciliegina" sulla torta che arriva giusta giusta all’indomani della tempesta perfetta che ha travolto il Campidoglio prima, durante e dopo la sessione di bilancio 2013. Un tempo necessario per calmare le acque e godersi, nell’intervallo, il successo delle primarie che hanno incatenato Renzi segretario del Pd. Un intervallo appunto. Perché il cambio di passo chiesto a gran voce dal partito del sindaco Marino non è derogabile. L’unica concessione che i democratici capitolini possono consentire è quella di rinviare a dopo la pausa natalizia un rimpasto di giunta che, a questo punto, è diventato un gioco forza: il primo cittadino «marziano» ai meccanismi della politica resiste, un po’ per piglio, un po’ per diffidenza. E sembra respinto al mittente anche uno tsunami renziano sulla giunta Marino. A Roma infatti seppure il sindaco di Firenze ha vinto praticamente ovunque, nella scelta dei delegati di un mese fa e soprtattutto in Aula Giulio Cesare Renzi non ha raggiunto il peso necessario per poter imporre un rimpasto di giunta. Ammesso che interessi. La mira per i renziani infatti punta più in alto e guarda dritto dritto alla poltrona del segretario del Pd Lazio Enrico Gasbarra. Al suo posto si starebbe preparando il deputato Angelo Rughetti, vicino appunto a Renzi. Una partita apparentemente più alta del rimpasto della giunta Marino. Ma va da sé che entrambe si giocheranno sullo stesso tavolo.
Marino Renzi e il partito
di Susanna Novelli Il sindaco Marino è volato negli States per "accompagnare" il «Galata morente» nel suo primo viaggio all’estero dai Musei capitolini. Una "ciliegina" sulla torta che arriva...