Saltato il consiglio camerale di oggi, l'appuntamento per gli uomini pro e contro Cremonesi è per il 16 dicembre, con un nuovo consiglio, dove si cercherà di approvare il bilancio della Camera di Commercio. Almeno per scongiurare il rischio commissariamento che, unito alla paralisi dell'Ente, potrebbe davvero lasciare un brutto ricordo della Camera nell'anno che si appresta a finire: il bilancio va approvato entro il 31 dicembre. E almeno per questa importante scadenza si spera di non dover assistere a divisioni o fratture tra i consiglieri. Emblematico in particolare quello del mese scorso quando, oltre la ormai nota «mozione di sfiducia» a Cremonesi presentata dai consiglieri che appoggiano il cambio ai vertici di Tagliavanti (Cna Roma), si tentò l'approvazione delle altre modifiche statutarie tra le quali «la quota rosa», cassata invece per mancanza di voti. Intanto bocce cucite da parte dei «piccoli» dopo la decisione del Tar di sospendere il consiglio di oggi per un vizio di procedura di convocazione. «Quando il giudizio spetta ai magistrati, i consiglieri camerali tacciono», sono state le parole di Tagliavanti. I magistrati si sono riservati di decidere venerdì 20. In caso il giudizio fosse favorevole a chi sostiene la candidatura di Tagliavanti è comunque abbastanza improbabile che si arriverà alla scelta di una nuova leadership entro la fine dell'anno, come invece si sperava da ogni parte. Di veramente importante adesso c'è il destino delle imprese, che ormai da tempo non possono più contare sul sostegno dell'Ente e alle quali farebbe sicuramente piacere che la situazione si sbloccasse, al di là di ogni logica di partito o di potere.
Imprese ferme con la faida di via de’ Burrò
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