Roma Capitale

Caccia alla fortuna, solo Milano batte Roma

Nella capitale spesa complessiva di 1300 milioni. A Latina i giocatori più accaniti del Lazio

Milano-Roma-Napoli. Non è la descrizione dell'Autostrada del Sole, la principale autostrada italiana, ma la graduatoria delle province italiane dove quest'anno si è speso di più per dare la caccia alla dea bendata. Tra Lotto, scommesse, slot e concorsi vari, i romani spenderanno (dato che viene dal calcolo di quanto giocato meno quanto incassato sotto forma di vincite) 1,3 miliardi di euro, dietro solo a Milano, in vetta alla classifica con 1,4 miliardi. Valori nettamente più bassi per le altre province del Lazio. In 22esima posizione di questa speciale classifica troviamo Latina, con una spesa complessiva per il gioco di 206 milioni, seguita da Frosinone (27esima con 180 milioni), Viterbo (79esima con 62 milioni) e Rieti (98esima con 37 milioni). Le posizioni cambiano però radicalmente se si prende in considerazione la spesa pro capite. A fine anno ogni italiano avrà speso per tentare la fortuna 288 euro, praticamente 24 euro al mese. Nel Lazio i più appassionati sono gli abitanti di Latina, con una spesa pro capite per il gioco di 403 euro all'anno, davanti a Frosinone con 369 euro. I romani occupano la terza posizione con 335 euro, comunque sempre sopra la media nazionale. Più staccate Rieti e Viterbo con valori, rispettivamente, di 240 e 210 euro. Entrando nel dettaglio di ogni singolo gioco, Roma ritorna ad essere capitale quando su parla di SuperEnalotto, Bingo e Gratta & Vinci. È comunque, quello del gioco, un mercato che seppure in ritardo rispetto ad altri settori economici, deve far i conti con la crisi. Quella che si pensava fosse, soprattutto per la politica, una gallina dalle uova d'oro, oggi è alla prese con una preoccupante sterilità. Il mercato dei giochi infatti farà segnare a fine anno la prima battuta d'arresto. Il 2013 - secondo le stime dell'agenzia specializzata Agimeg - registrerà un saldo negativo in termini di spesa effettiva (ossia le giocate al netto delle vincite) di 16,7 miliardi di euro, per un calo di circa 700 milioni (-4%) rispetto al 2012. Meno soldi anche per l'Erario che nel 2013 dovrà rinunciare a circa 150 milioni (il 2,5% in meno sul 2012). In totale nelle casse statali finiranno comunque la bellezza di 7,8 miliardi. In crescita le giocate solo del Lotto e del 10eLotto (6,3 miliardi nel 2013, con un incremento del 2%). Semaforo rosso per tutti gli altri giochi, ad iniziare dalle newslot, quelle «simil slot machine» che è possibile trovare nei bar ed altri esercizi commerciali. Nel 2013 le giocate alle newslot si fermeranno a 25,1 miliardi di euro, oltre l'8% in meno rispetto a un anno fa. Un crollo che non viene compensato dalle videolottery - le macchine di ultima generazione - che riporteranno una crescita marginale sul 2012 raggiungendo i 21,6 miliardi di euro. Previsto un calo pari all’1,2% per il Gratta & Vinci e lotterie varie (circa 9,6 miliardi di raccolta) e le scommesse sportive che perdono il 5,5% (3,8 miliardi). Più consistenti le perdite per il bingo (-15,5%,) e per le scommesse ippiche (-16,5%,). Superenalotto e simili lasceranno sul campo il 22% delle giocate (per una raccolta di 1,4 miliardi).

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