Roma Capitale

Consiglieri poveri, nella vita ricchi

MARINO Il nostro viaggio alla scoperta delle entrate di sindaci, assessori e consiglieri nei Castelli Romani inizia da Marino. Il comune infatti, rispettando il decreto Legge 33 del 2013, ha...

MARINO Il nostro viaggio alla scoperta delle entrate di sindaci, assessori e consiglieri nei Castelli Romani inizia da Marino. Il comune infatti, rispettando il decreto Legge 33 del 2013, ha pubblicato online i redditi degli amministratori comunali. Visibili a tutti, vi si accede cliccando sul sito web prima «amministrazione trasparente» e poi «organizzazione». A prima vista ci sono delle situazioni reddituali abbastanza insolite. Il consigliere Raul Marchetti dichiara come reddito patrimoniale personale un importo di segno meno di circa settemila euro, lasciando interdetto e dubbioso l’utente che apre il documento via internet. Molti interrogativi suscita anche la certificazione di Candi Enzo che attesta un’entrata annua di poco più di duemila euro avendo nello stesso tempo 75mila euro investiti in titoli di Stato. Stando ai dati pubblicati, Ugo Onorati è l’amministratore di Marino più ricco di tutti, anche dei consiglieri che hanno un’attività in proprio e che si muovono, secondo quanto testimoniato da alcuni cittadini, con auto molto costose. Subito dopo nella classifica degli amministratori più facoltosi del comune si attesta il vice sindaco Fabrizio De Santis con un reddito annuo nel 2012 pari a circa 53mila euro. A seguire una serie di consiglieri con entrate personali che si aggirano intorno ai quarantamila euro annui come Desimone, Bartoloni, Tammaro e Cecchi. Marco rapo, svolgendo un’attività da avvocato, ha dichiarato circa quindicimila euro l’anno passato e ha giustificato quest’importo con una serie di crediti per le prestazioni elargite, finora non onorati, verso Enti e Amministrazioni pubbliche. Alcuni consiglieri dichiarano nel dettaglio le proprietà immobiliari, le vetture che posseggono e perfino gli investimenti azionari. Altri amministratori si limitano a riempire i campi obbligatori. Interessante è constatare come la maggioranza dei consiglieri e assessori locali non abbia espresso il proprio consenso alla pubblicazione dei dati reddituali online oscurando in parte la trasparenza che dovrebbe identificare tutti coloro che ci governano. Del resto c’è voluto un Decreto Legge per rendere pubbliche le entrate dei nostri amministratori.

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