Sono ventiquattro i centri commerciali oggi presenti sul territorio romano, senza contare le grandi, medie strutture di vendita e gli outlet che fanno balzare il numero ad almeno cinquanta. Presto, potrebbero aggiungersi altri dodici centri commerciali e cinque nuovi grandi strutture di vendita (due in provincia) per un totale di oltre 142.536 metri quadrati di nuova superficie commerciale, sparsa nei quartieri sud (il più congestionato di strutture del genere) e nord della capitale. Tra questi spicca il primo centro commerciale all’interno dell’Urbe, autorizzato il 19 novembre scorso, che prenderà vita nella zona Ostiense, ex Mercati Generali, e avrà una superficie commerciale di 28.211, 27 metri quadrati. Per alcuni una scommessa, per altri una pazzia. Fatto sta che l’assenza cronica di un nuovo piano commerciale urbanistico della città, comporti che la conferenza dei servizi regionale operi autonomamente e il «sì» alla richiesta di nuove strutture commerciali arrivi dopo aver passato le autorizzazioni dei vari dipartimenti: mobilità, urbanistica, commercio. Solo nel periodo 2009/2012 proprio la conferenza dei servizi ha concesso l’autorizzazione a costruire altre dodici mega strutture e cinque grandi strutture di vendita. Vuol dire che, concluso l’iter amministrativo, la loro costruzione può iniziare da un momento all’altro anche se è difficile avere un’idea di quando queste nuove strutture potranno vedere realmente la luce: le associazioni di categoria parlano di un arco temporale tra i tre e i cinque anni. Tra queste spicca un centro commerciale metropolitano di 15.400 mq. su via Salaria, un altro di 9.969 mq. in via di Tor Cervara, un centro di 15 mila metri quadrati a Castel Romano, dove già esiste l’Outlet, una grande struttura di 3.770 mq. in via di Valle Lupara e un’altra di 5.500 mq. a Torre Spaccata. Le ultime autorizzate, in ordine temporale, sono un centro commerciale di 19 mila metri quadrati a Selva Candida e una struttura delle stesse dimensioni a Valle Aurelia, vicino alla vecchia fornace. Quest’ultima talmente osteggiata dai residenti e dai commercianti di zona, che la scorsa estate organizzarono una manifestazione per dire «no» al centro commerciale, da far desistere ad oggi la proprietà ad andare avanti, o almeno queste sono le voci che circolano. Era arrivata ad un passo dalla ridefinizione e, almeno in alcune zone, al blocco di nuovi spazi commerciali la giunta Alemanno, scrivendo un piano del commercio, il primo a Roma, aspramente criticato dalla associazioni di categoria al punto da imporre all’ex sindaco uno stop e una sua revisione. Di fatto, non è stato più preso in mano e ad oggi l’argomento anche per la nuova giunta è tabù. Intanto le richieste da parte dei proprietari di grandi centri non si placano, alla Confesercenti provinciale risulterebbero circa nuove trenta domande alla Regione per grandi strutture commerciali in itinere. «Di questo passo i piccoli negozi sono destinati a scomparire», è il mantra che ripete ormai quasi ogni giorno il presidente della Confersercenti Roma, Valter Giammaria, che spiega «non siamo contro i centri commerciali ma chiediamo da tempo una seria programmazione al riguardo. La sua assenza ha fatto sì che si continuassero ad autorizzare mega strutture anche accanto a quelle già esistenti. Arrivando a dare l’ok a quasi 30 mila metri quadrati di superficie commerciale agli ex Mercati Generali».
Un nuovo regolamento per i «giganti» del commercio
Nella Capitale presenti 24 centri. Rilasciate altre 17 autorizzazioni La Confesercenti: «Di questo passo i negozi scompariranno»
