Un assessorato con deleghe alla Polizia Locale, alla Sicurezza e al Decoro Urbano, diretto da una persona un mandato politico forte, e con tempo ed energie da dedicare al Corpo. Una figura che, a questo punto, «non può essere più quella del sindaco Ignazio Marino». I vigili urbani, attraverso i sindacati che li rappresentano, puntano dritto sul rimpasto di Giunta post-bilancio per dare una svolta alla loro vertenza e provare a riconciliarsi con l’amministrazione, evitando l’ondata di assemblee e lo sciopero generale. L’obiettivo è ottenere un assessorato simile a quello messo in piedi da Walter Veltroni, quando venne nominato l’ex magistrato Liliana Ferraro, o quantomeno far sì che una riorganizzazione di Giunta porti quelle deleghe a confluire con le Risorse Umane o con le Politiche Sociali. Questa soluzione inizia a far gola anche al neocomandante Raffaele Clemente, il quale da due mesi si trova immerso nel conflitto fra il Campidoglio e le parti sociali, senza linee guida e fondi certi. E «pieni poteri» conferitigli dal primo cittadino, che non possono essere assimilabili a quelli di un assessore. Il problema infatti è politico. «L’assessorato? Sarebbe una cosa alla Alemanno», confessano persone vicine al sindaco, «non ci possiamo permettere di dare ragione alla destra su un argomento dove loro hanno totalmente fallito». Le parti sociali attaccano, il comandante Clemente è sotto pressione. E i problemi da risolvere nel Corpo sono tanti e tutti urgenti. Nell’ultimo tavolo, quello saltato per l’assenza del capo segreteria del sindaco, Enzo Foschi, («senza nemmeno le scuse», aggiungono i sindacalisti) si sarebbe dovuto parlare del «modulo di Capodanno», ovvero il piano che dovrebbe dislocare la notte di San Silvestro fra i 200 ed i 300 caschi bianchi nei punti nevralgici della Capitale. Turnazione che ancora non c’è. In compenso ieri in giunta è passato il piano viabilità di Natale, con 400 vigili in più nelle ore diurne. «Lo attueranno con i cartonati», scherzano alcuni agenti. Per non parlare nel nuovo sistema informatico sulla gestione dei dipendenti, l’Erp-Sap, costato al Campidoglio 22 milioni di euro, ma che vedrebbe al suo interno parecchi «bug», fra cui l’assenza del calcolo di alcune indennità come quella notturna: problema che si incastra perfettamente con quello degli arretrati sul «piano delle 5 piazze» varato nel luglio scorso (pari a 1.150.000 euro). Dai vigili urbani alla mobilità il passo è breve. Un tavolo sindacale con l’assessore capitolino, Guido Improta, durato 8 ore, ha portato ieri sera alla firma di un impegno a garantire i fondi per il mantenimento in house di Atac fino al 2019. Il verbale d’incontro prevede la ìsostenibilità economico-finanziaria fin da subito, in modo da garantire la continuità aziendale, la copertura adeguata dei costi industriali e migliorare l’efficienza dell’Azienda». Inoltre, sono state trovate nella gestione commissariale del Bilancio ìle somme debitorie nei confronti di Atac (circa 400 milioni, ndr) tali da «migliorare il disequilibrio di cassa». Rassicurazioni anche sulla continuità occupazionale dei dipendenti delle ditte appaltatrici.
I vigili bocciano Marino e chiedono un assessore ad hoc
Un assessorato con deleghe alla Polizia Locale, alla Sicurezza e al Decoro Urbano, diretto da una persona un mandato politico forte, e con tempo ed energie da dedicare al Corpo. Una figura che, a...