Roma Capitale

Ridicolizzato il dramma di Anna Frank

Chi si muove in questi giorni per le strade della capitale avrò sicuramente notato affissi su muri, sui semafori in moltissimi cartelli stradli di alcuni quartieri capitolini alcuni adesivi che...

Chi si muove in questi giorni per le strade della capitale avrò sicuramente notato affissi su muri, sui semafori in moltissimi cartelli stradli di alcuni quartieri capitolini alcuni adesivi che ritraggono Anna Frank, quella ragazzina ebrea, che morì in un campo di sterminio nazista, con la maglietta della Roma. Anna Frank fu una bambina ebrea famosa per aver passato due anni chiusa in casa nonostante non avesse Facebook. Conosciuta anche per aver scritto il Diario di Anna Frank ed essere così divenuta il simbolo della Shoah, nacque a Francoforte sul Meno e visse una parte della sua vita ad Amsterdam, in Olanda, per nascondersi dai nazisti che la volevano uccidere, in quanto era ritenuta una pericolosa terrorista in grado di sovvertire il potere nel Terzo Reich e spodestare il Fuhrer. Nel 1933 Hitler salì al potere e promulgò le leggi razziali. Queste consistevano appunto nel razziare le case di chi non rispettava la legge. E la legge diceva che essere ebrei era contro la legge. E Anna Frank, che era nata ebrea e all'epoca aveva 4 anni, aveva chiaramente sfidato la legge. Nel Rione Monti, una delle zone più centrali della capitale, gli adesivi sono ovunque ancora, fortunatamente in numero più esiguo rispetto a quello riscontrabile ad inizio settimana. Lo sdegno si è poi trasformato nella pronta rimozione di coloro che hanno ritenuto tutto ciò indecoroso. I tanti pedoni restavano leteramente allibiti davanti i segnali stradali deturpati con quelle immagine.

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