Caro Direttore, premettendo che per natura sono portato a far prevalere l'Istituzione rispetto allo scontro, credo sia arrivato il momento di chiedere a gran voce il commissariamento di Roma. Stiamo parlando di una città che sembra già commissariata da Ignazio Marino, un Sindaco totalmente fuori dalle logiche della Capitale. Chi allontana l’ipotesi commissariamento - interpretandola come un rischio - forse non conosce la storia della nostra città che ha attraversato tantissimi commissariamenti. Durante quello del 1961 venne addirittura approvato il primo Piano Regolatore Generale della città. È necessario fronteggiare il rischio di default e se per farlo è necessario il commissariamento, ben venga. Le prossime elezioni sarebbero previste per maggio e non succederebbe davvero nulla di drammatico né per Roma né per i romani. Troppi sono gli elementi che mi portano a pensare che Marino non sia in grado di svolgere l’importante compito di governare la Capitale d’Italia: non ha mai dato prova di seguire una logica normale nel rapporto con l’Assemblea Capitolina; è arrivato impreparato all’approvazione del bilancio previsionale; non sembra capire che è assolutamente necessario dare una scossa forte all’economia della città. In questi mesi non è stato in grado di rimanere con i piedi per terra: ha passato il tempo a parlare di pedonalizzazioni fittizie, di registri delle unioni civili, non ha affrontato il disastro della discarica di Falcognana, non ha risolto il problema della metro C (abbandonando al loro destino le imprese affidatarie dei lavori e tutti i loro dipendenti), ha generato il pasticcio del “concorsone comunale”, è inciampato sui vertici della Polizia Municipale, ha nominato dirigenti privi dei requisiti richiesti: Nel frattempo si bloccava lo sviluppo urbanistico della Capitale, i Piani particolareggiati, e la manutenzione urbana. In soli 6 mesi ha ricevuto proteste dai dipendenti comunali ai vigili a tutte le categorie produttive compresa la lega coop. Marino ha deciso di rendere il suo mandato il più impopolare nella storia del Campidoglio. I romani non lo amano ed è «sgradito» alla stessa maggioranza. È giusto rimanere silenti a guardare il declino della città? La mia risposta è no.
Per scongiurare il default commissariare
di Luciano Ciocchetti*Caro Direttore,premettendo che per natura sono portato a far prevalere l'Istituzione rispetto allo scontro, credo sia arrivato il momento di chiedere a gran voce il...