Pronti al «boicottaggio delle multe». I vigili urbani della Capitale, sul piede di guerra da mesi nei confronti dell’amministrazione del sindaco Ignazio Marino, alzano il livello dello scontro. L’ultima goccia in un vaso già traboccato da tempo è quella della circolare della neo-vicecomandante Raffaella Modafferi che chiede un giro di vite a suon di contravvenzioni nelle vie a vocazione «turistica e commerciale» in concomitanza con lo shopping prenatalizio, anche facendo ricorso agli agenti assegnati in ufficio. Quello minacciato da Francesco Croce, segretario della Uil Tpl Roma e Lazio, è una sorta di "sciopero bianco". «Se il sindaco non convocherà subito un tavolo sulla decisione della Modafferi risponderemo al formalismo con il formalismo - annuncia il sindacalista - Scatteranno la segnalazione di ogni disservizio anche minimo e l’impossibilità a redigere verbali, e quindi elevare multe, per assenza di penne e orologi. E dato che molti agenti si sono dovuti acquistare da soli le divise, saranno costretti a vestirsi con abiti civili, oltre al fatto che i servizi non partiranno per via delle numerose auto in avaria. E poi segnaleremo ogni buca, anche la più piccola, attendendo sul posto l’arrivo delle ditte competenti. In questo modo le recenti disposizioni del vicecomandante saranno carta straccia. Marino ci pensi bene. Abbiamo smesso di fare volontariato. Adesso ci divertiamo». Un "divertimento" che, comunque vada, non contagerà i romani che si troveranno vittime di due fuochi: quello delle multe senza pietà e quello della guerra interna dei vigili. «Nella comunicazione della vicecomandante mancano indicazioni sull’organizzazione - commenta Giancarlo Cosentino della Cisl Fp - Negli uffici ci sono gli agenti più anziani. Per parafrasare le parole della Modafferi, ve l’immaginate vigili di più di 60 anni a fare un servizio "attivo e dinamico"? E poi i blitz, come quello delle famose "5 piazze", servono solo a mettere la polvere sotto il tappeto». «Questa genialata è frutto di una spiccata sensibilità al comando più che all’organizzazione - rincara la dose Marco D'Emilia, Fp Cgil Roma e Lazio - certi provvedimenti servono solo a compiacere il sindaco». «Lo sanno tutti che la coperta è corta e che questo è solo un un provvedimento spot - commenta Stefano Lulli, segretario romano dell’Ospol - Gli agenti dietro alle scrivanie sono il 33% del totale, sotto questa aliquota non si può andare senza penalizzare gli altri servizi». Lunedì tutte le sigle hanno messo nero su bianco il loro sdegno con una diffida formale al comandante Raffaele Clemente e alla sua vice denunciando il «pressapochismo» della decisione che rappresenta una «grave violazione dei vigenti assetti organizzativi». E per oggi l’Ospol nazionale ha convocato una conferenza stampa riguardo «l’indizione dell’agitazione formalizzata presso la Prefettura». «La Polizia di Roma Capitale deve ricoprire 110 compiti e la viabilità è solo uno di questi - spiega il segretario Luigi Marucci - E poi perché si parla sempre e solo del centro? L’amministrazione dovrebbe pensare a tutta la città, anche al Laurentino 38 o a Tor Bella Monaca». L’oggetto del comunicato è più che mai esplicito: «Sciopero polizia locale».
I vigili boicottano il diktat delle multe
Modafferi: stretta sulle doppie file Sindacati pronti allo sciopero bianco
