Roma Capitale

Universitari all’assalto: «Venerdì due cortei. Invadiamo la città»

Cortei, occupazioni, blitz e contestazioni. Gli studenti universitari e medi tornano in piazza e annunciano per il 6 dicembre una giornata di mobilitazioni che interesserà tutta Roma. Ieri il...

Cortei, occupazioni, blitz e contestazioni. Gli studenti universitari e medi tornano in piazza e annunciano per il 6 dicembre una giornata di mobilitazioni che interesserà tutta Roma. Ieri il primo «assaggio» delle loro intenzioni, con due blitz, a Porta Futuro e nella sede di Jobsoul, che sono serviti anche da biglietto di presentazione del programma di proteste che hanno intenzione di mettere in campo. Venerdì, dunque, si preannuncia un’altra giornata di passione per la Capitale, che dovrà fare i conti con due cortei non autorizzati che gli studenti hanno organizzato per raggiungere il Dipartimento delle Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio: «Una sede istituzionale - hanno spiegato - simbolo della contraddizione tra l'università aziendalizzata e un mercato del lavoro giovanile pressochè inesistente». Alle 9, infatti, gli universitari dei tre atenei principali della Capitale (Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre), si sono dati appuntamento a piazzale Aldo Moro. Contemporaneamente gli studenti medi si incontreranno a Piramide. I due cortei poi si riuniranno per proseguire insieme. Il percorso, ovviamente, non è noto. Certo è che si muoveranno senza alcuna autorizzazione, bloccando il traffico lungo il percorso. Alla stessa ora, poi, a Tor Vergata un altro gruppo di studenti attenderà l’arrivo del ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, per contestarla durate l’inaugurazione dell’anno accademico. La protesta, però, è già iniziata. Ieri mattina, infatti, in via De Lollis, all’università Sapienza, è stata occupata simbolicamente la sede di Jobsoul, l’agenzia dell'ateneo che si occupa dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Alle 14, invece, gli studenti hanno assaltato Porta Futuro, nel quartiere Testaccio. Una ventina di persone hanno fatto irruzione nei locali, muniti di megafono e striscione, contestando il progetto: «Siamo qui - hanno detto - perché riteniamo questo luogo un simbolo della contraddizione tra mondo della formazione e mercato del lavoro. Uno spazio aperto dalla Provincia nel 2011 e voluto da Smeriglio, attuale vicepresidente della Regione Lazio. Uno spazio che rispecchia perfettamente le dinamiche speculative e di commistione tra interessi pubblici e privati che da anni sono il punto cardine delle strategie di governabilità territoriale». E ancora: «Uno spazio che dovrebbe rappresentare un punto di raccordo tra chi cerca lavoro e le imprese; nella realtà 1600 metri quadri di inutilità». Ma il 6 dicembre, secondo gli studenti, dovrà essere una giornata «nel solco del 19 ottobre. In quella data non siamo stati abbastanza visibili. Per questo torniamo in piazza». Anche in questo caso, infatti, la parola d’ordine è la stessa: «assedio». E pure le richieste ricordano quelle espresse dai manifestanti di allora: «Reddito, casa e lavoro per tutti».

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