Un ex terrorista, il capogruppo locale del Partito democratico e il leader della comunità islamica di Roma, tutti insieme. È successo tre giorni fa nella Capitale, al V Municipio, che copre una vasta area tra Prenestino e Centocelle. A immortalare il trio è Welcome to Favelas, con tanto di video pubblicato online.
Il primo dei tre è Maurizio Falessi, una lunga militanza nelle Unità comuniste combattenti, fu accusato di vari reati tra cui associazione sovversiva, banda armata, tentato omicidio, rapina e sequestro di persona. Condannato a 23 anni dalla Corte di Appello di Roma nel 1982, pena poi ridotta e definita a 11 anni. Fu fermato al Cairo nel 2004 insieme alla storica compagna, la brigatista Rita Algrisanti, conosciuta come «compagna Marzia» o la «ragazza dei fiori», per il suo ruolo attivo la mattina del rapimento di Aldo Moro in via Fani.
Il secondo dei tre è Claudio Poverini, capogruppo in V Municipio del Pd, promotore della mozione che quella mattina veniva discussa in Consiglio: «Il contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano. Definizione, monitoraggio territoriale, garanzia effettiva della libertà di culto e promozione della convivenza nel Municipio Roma V». Mozione, ovviamente, sponsorizzata dal municipio in questione governato proprio dal centrosinistra.
Il terzo, infine, è Ahmed Vall, presidente della comunità islamica romana. La sua vicinanza al Pd non è certo un mistero. Durante la fine del Ramadan ha invitato i fedeli musulmani a votare No al referendum sulla giustizia. Ed è stato uno degli organizzatori della Festa del Sacrificio degli islamici che si è tenuta lo scorso 31 maggio a Villa Gordiani. Un grande raduno che è finito sotto la lente della polizia locale dal momento che l’evento era stato organizzato senza avere i necessari permessi per somministrare cibi e bevande. Mentre la scorsa settimana Vall è stato tra i promotori del convegno contro l’islamofobia che si è tenuto sempre a Roma, di cui il nostro giornale si è largamente occupato. La locandina di quel convegno mostrava i due simboli per antonomasia della Capitale: il Colosseo e la Cupola di San Pietro.
Accanto era stata disegnata una mano con il dito indice puntato in alto e il pollice sollevato, che sembrava richiamare la forma di una pistola, da cui spuntava quella che pare una lama, forse un coltello stilizzato. A quel convegno hanno partecipato anche esponenti politici, ovviamente di sinistra: l’europarlamentare di Avs Benedetta Scuderi e la deputata del Pd Ouidad Bakkali.
Ma torniamo a ciò che è accaduto l’altro giorno al V Municipio. Non è un caso che tutto ciò sia avvenuto in questo quadrante di Roma. È qui, infatti, che è nato il progetto di costruire la seconda grande moschea della Capitale, che per mesi ha tenuto banco.
Dietro a questo progetto c’è l’attuale moschea di via dei Frassini, il centro islamico Al Huda, frequentato storicamente anche da Mohammad Suleiman Mousa Ahmad, alias Abu Omar, considerato dalla procura di Genova il braccio destro romano di Mohammad Hannoun, arrestato perché accusato di essere a capo della «cellula» di Hamas in Italia.
Come detto, a immortalare Falessi insieme a Poverini e Vall è stata Welcome to Favelas, grazie al suo fondatore Massimiliano Zossolo. Quest’ultimo ha raccontato momenti di tensione, comprese minacce e spintoni. Preoccupazione arriva da Fratelli d’Italia, con il consigliere capitolino Federico Rocca: «Quanto accaduto giovedì in Consiglio municipale, anche alla luce delle presenze e degli interventi registrati, rafforza gli interrogativi su una crescente convergenza politica tra centrosinistra e alcune realtà organizzate del territorio e del mondo islamico romano. Da mesi con il collega Fabio Piattoni seguiamo con attenzione il tema dei luoghi di culto, delle situazioni urbanisticamente irregolari e delle attività presenti sul territorio. Ci auguriamo che queste interlocuzioni non invadano anche altri campi.
Per questo chiediamo trasparenza, rispetto delle regole e medesimi criteri per tutti».
C’è da scommettere comunque che non finirà qui, perché intanto il capogruppo locale del Pd ha chiamato tutti a raccolta per domani, 28 settembre, davanti alla sala consiliare del Municipio, in Via Perlasca, mentre il Consiglio proseguirà l’esame della mozione per il contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano. Ecco il suo appello: «Ci saremo perché questo territorio è, e vuole continuare ad essere, popolare, plurale, solidale e antirazzista. Le persone con background migratorio non sono ospiti: sono lavoratori e lavoratrici, parte attiva di questa città e della sua comunità».
Un raduno che avviene proprio nei giorni in cui Elly Schlein ha fatto sapere che il Pd voterà contro il ddl per il contrasto all’antisemitismo.
