Don Marco Ridolfo l’aveva detto: ci presenteremo al Papa così come siamo. E all’insegna della semplicità è stata la visita di Francesco alla parrocchia di San Cirillo Alessandrino, tra i quartieri Tor Sapienza e Tor Tre Teste, accompagnato dal cardinal vicario Vallini. Il Papa non si stanca di ripetere che è il vescovo di Roma e si nota quanta voglia abbia di comportarsi come tale. Anzi, come un semplice parroco: ha confessato cinque persone, ha celebrato la Messa, ha impartito la cresima a nove ragazzi. E alla fine, salutando i fedeli, si è pure lamentato per le misure di sicurezza, forse necessarie ma ritenute eccessive: «Vi ringrazio di cuore per questo pezzo del cammino che abbiamo fatto insieme, ringrazio la vostra accoglienza, la bontà, l'allegria. Vi chiedo di pregare per me, perché ne ho bisogno. Se qualcosa vi ha disturbato di questa visita, forse un eccesso di sicurezza, sappiate che io non sono d'accordo con quello, io sono d'accordo con voi». Il Papa vuole il contatto con le persone, guardarle negli occhi, abbracciare i malati. Portare la speranza, portare Gesù. Questo è il senso della sua visita e lo ha fatto capire chiaramente. Un cammino nel quale non è contemplato Gesù «non è un cammino da cristiani» ha detto. Poi, rivolto ai cresimati: «E dopo la Cresima, addio, non si va più in chiesa? Questa non sia la cerimonia dell'addio. Gesù - ha spiegato - possiamo continuare a incontrarlo anche dopo la cresima, nella preghiera, nei sacramenti e facendo le opere buone, quando siamo amabili. Con il sigillo dello Spirito Santo vivrete con più forza la possibilità di incontrare Gesù. Siate coraggiosi!». Il Papa ha parlato anche della confessione: «Padre, tu sai che il mio è un cammino brutto: sono un peccatore, ho fatto tanti peccati. Ma - è stata la risposta di Francesco all'interlocutore immaginario - tu sai che le persone che più cercava Gesù erano i peccatori? E gli altri lo criticavano. Ma lui diceva che per loro era stato mandato. Tutti siamo peccatori, e la confessione è un incontro con Gesù». All’Angelus il Papa ha pregato per i malati di Aids («ogni malato, nessuno escluso, possa accedere alle cure di cui ha bisogno») e commentando l’inizio dell’Avvento ha invitato a sperare nella pace: «Che bel giorno sarà quello in cui le armi saranno smontate per essere trasformate in strumenti di lavoro. È possibile, scommettiamo sulla speranza della pace».
E il Papa si lamenta per l’eccessiva sicurezza
Al momento di congedarsi si è scusato per le misure troppo rigide adottate durante la visita
