La«soluzione che accontenterà tutti» sul pasticcio del concorsone non arriva. Così il vicesindaco Luigi Nieri si spende il suo primo bonus-promessa, rinviando alla prossima settimana qualsiasi comunicazione su come uscire dall’impasse delle 22 procedure concorsuali da 1995 posti (oltre 30mila partecipanti), in cui l’amministrazione si è cacciata con le sue stesse mani. Con i concorsisti che tornano a scalpitare. Entro la giornata di ieri, Nieri avrebbe dovuto annunciare la «verifica di congruità», ovvero una ricorrezione delle prove scritte per verificare l’attinenza di massima con il voto assegnato. A quanto riferiscono fonti comunali, tuttavia, il Dipartimento Risorse Umane avrebbe preferito prendersi qualche altro giorno di tempo. «Accontentare tutti», infatti, in realtà significa trovare una via d’uscita che possa portare a subire minor numero di ricorsi possibili. La regolarità dei concorsi, avviati nel 2010 dalla Giunta Alemanno era stata messa in discussione dal sindaco Ignazio Marino il 16 novembre scorso: oggetto del contendere la busta fornita dalla Praxi nella quale sono sigillate le prove scritte, che a giudizio dei principali inquilini del Campidoglio non garantivano l’anonimato a causa della loro presunta trasparenza. Dopo proteste e manifestazioni di piazza, i concorsi non sono stati bloccati, ma l’incartamento è stato passato interamente alla magistratura. Ad oggi, in Campidoglio un po’ tutti sono convinti di quale errore madornale, politico e comunicativo, si sia commesso «quel maledetto venerdì»: la verifica di congruità, definito dai concorsisti «il male minore», potrebbe ridurre anche il malcontento. Anche se forse solo clamorose novità dai magistrati potrebbero cancellare la figuraccia. In tutto questo, nei giorni scorsi il Comitato «22 procedure per la giustizia» ha ricevuto, attraverso la mediazione dell’ex sindaco Gianni Alemanno, un parere tecnico sulla garanzia dell’anonimato da parte di un presidente di Commissione ed ex alto dirigente dipartimentale. «La procedura di correzione – riporta Valeria Cavalli, presidente del Comitato - prevedeva che al momento dell’apertura della busta grande la segreteria di commissione procedesse con la separazione dell’elaborato dalla busta piccola, contenente la scheda anagrafica. Ad ogni elaborato veniva assegnato un numero, riportato sulla busta». Busta grande e busta piccola «venivano conservate in sicurezza per dare luogo alla correzione anonima».
Nieri non decide, i concorsisti si rivolgono ad Alemanno
La«soluzione che accontenterà tutti» sul pasticcio del concorsone non arriva. Così il vicesindaco Luigi Nieri si spende il suo primo bonus-promessa, rinviando alla prossima settimana qualsiasi...
