Roma Capitale

Aids, il Papa: nessuno sia escluso dalle cure

L'Angelus per la pace in piazza San Pietro. Oggi la visita alla parrocchia di San Cirillo Alessandrino, nella periferia est della Capitale

"Nella vita di ognuno di noi c'è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della meta della propria esistenza". Lo ha ricordato Papa Francesco che ha dedicato all'Avvento, inizio di "un nuovo anno liturgico, cioè di un nuovo cammino del Popolo di Dio con Gesù Cristo, il nostro Pastore, che ci guida nella storia", il breve intervento che ha preceduto l'Angelus. Anche "per la grande famiglia umana - ha scandito - è necessario rinnovare sempre l'orizzonte comune verso cui siamo incamminati". L'orizzonte della speranza, quello è  l'orizzonte per fare un buon cammino".   In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l'Hiv-Aids il Papa ha auspicato che  "ogni malato, nessuno escluso, possa accedere alle cure di cui ha bisogno". "Esprimiamo - ha detto dopo l'Angelus - la nostra vicinanza alle persone che ne sono affette, specialmente ai bambini; una vicinanza che è molto concreta per l'impegno silenzioso di tanti missionari e operatori". "Preghiamo - ha concluso - per tutti, anche per i medici e i ricercatori".   "Il tempo di Avvento, che oggi di nuovo incominciamo - ha detto Bergoglio - ci restituisce l'orizzonte della speranza, una speranza che non delude perché è fondata sulla Parola di Dio". Francesco indica l'esempio da seguire: "il modello di questo atteggiamento spirituale, di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria. Una semplice ragazza di paese, che porta nel cuore tutta la speranza di Dio - ha evidenziato il Pontefice - Nel suo grembo, la speranza di Dio ha preso carne, si è fatta uomo, si è fatta storia: Gesù Cristo. Il suo Magnificat è il cantico del Popolo di Dio in cammino, e di tutti gli uomini e le donne che sperano in Dio, nella potenza della sua misericordia. Lasciamoci guidare da lei in questo tempo di attesa e di vigilanza operosa". Il Papa riflette sulla giornata di oggi nella quale si celebra la prima domenica di  Avvento: "Questo giorno ha un fascino speciale, ci fa provare un sentimento profondo del senso della storia. Riscopriamo la bellezza di essere tutti in cammino: la Chiesa, con la sua vocazione e missione, e l'umanità intera, i popoli, le civiltà, le culture, tutti in cammino attraverso i sentieri del tempo".   Papa Francesco ha fatto sua oggi all'Angelus la celebre profezia di Isaia: "Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della guerra". "Mi permetto ripetere - ha scandito il Pontefice - questo che dice il profeta. Ma quando accadrà questo? Che bel giorno sarà quello in cui le armi saranno smontate per essere trasformate in strumenti di lavoro. Che bel giorno, e questo è possibile". "Scommettiamo sulla pace - ha esortato - e sarà possibile".   Papa Francesco per la seconda volta andrà in visita in una parrocchia della periferia romana. Accadrà nel pomeriggio, intorno alle 16, quando Bergoglio arriverà nella periferia est della capitale, nella parrocchia di San Cirillo Alessandrino. Il parroco don Marco Ridolfo ha spiegato che il Papa sarà accolto "in grande semplicità" e che la sua visita contribuirà a dare un "messaggio di speranza". Il quartiere periferico dell'Alessandrino dove oggi andrà il Pontefice è multietnico ed è popolato prevalentemente di cinesi. La celebrazione della messa è prevista intorno alle 18 quando Bergoglio impartirà la cresima a nove ragazzi. Incontrerà malati e battezzati dell'anno pastorale in corso e confesserà alcuni parrocchiani come un normale prete.

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