«Il premier israeliano Netanyahu non è un ospite gradito nel nostro Paese». Inizia il tam tam in rete contro il vertice del 2 dicembre a Roma tra Italia e Israele. Sui siti d’area, infatti, sale la tensione per l’incontro istituzionale definito un «vertice dei mercanti di morte». Potrebbe prepararsi dunque un’altra giornata cupa per la Capitale: i movimenti filo-palestinesi potrebbero provare ad alzare i toni della protesta in occasione di un evento mediaticamente rilevante come quello previsto. A farne le spese, come sempre, sarà Roma e i suoi abitanti, costretti a vivere in una città blindata e con la mobilità ridotta. Sì perché il coordinamento "Netanyahu non gradito", nato per l’occasione e a cui aderiscono varie realtà antagoniste, ha già annunciato un’altra giornata di "assedio". Le reti di solidarietà con il popolo palestinese, infatti, hanno organizzato diverse azioni di protesta per manifestare pubblicamente il loro «sostegno all’autodeterminazione e alla libertà dei palestinesi», ma anche per dire un «no chiaro e tondo al vertice tra Italia e Israele». L’incontro tra il premier Enrico Letta e il primo ministro dello Stato d’Israele, Benjamin Netanyahu, si terrà a Villa Madama, la stessa location utilizzata per il vertice tra Italia e Francia del 20 novembre scorso. Ma già tra sabato e lunedì sono previste manifestazioni di protesta a Roma, come in altre città d’Italia tra cui Torino, dove inizialmente doveva svolgersi l’incontro. Il 30 novembre, dunque, dalle 15.30 è previsto un presidio a piazza Madonna di Loreto. Mentre il 2 dicembre dalle 15, ora in cui è prevista la conferenza stampa di Letta e Netanyahu, il sit-in è ai Giardini di Castel Sant’Angelo. Nelle intenzioni dei manifestanti, come sempre, c’è quella di sfruttare la vetrina mediatica che queste occasioni offrono per mettere in atto azioni di disturbo diffuse per la città. L’adesione alla protesta potrebbe arrivare, oltre che dai movimenti e dalle associazioni filo-palestinesi, anche da frange estremiste dei Collettivi universitari. Tra le motivazioni all’assedio, infatti, in rete si legge: «Il governo Letta-Alfano da una parte impone misure di austerità e di riduzione della spesa pubblica, incurante della disoccupazione crescente, dall’altra destina fondi sempre più ingenti alla cooperazione con Israele, soprattutto in campo militare. Tutto ciò avviene mentre «l’oasi democratica del Medioriente, accresce in modo esponenziale la sua politica razzista, colonialista e aggressiva nei confronti del popolo palestinese». Attenzione dunque anche in occasione di questo evento. Nonostante non sia chiaro ancora quali forme di protesta saranno messe in campo, infatti, la giornata potrebbe riservare delle sorprese. È alta quindi l’attenzione degli organi preposti alla sicurezza anche per la giornata di domenica, quando è previsto l’incontro tra Netanyahu e la comunità ebraica di Roma che avverrà in Sinagoga.
«Netanyahu non è gradito». Pronti al caos
Partito sul web il tam tam in vista del vertice tra Italia e Israele a Villa Madama
