Studia Scienze Biologiche da appena un anno all’Università della Tuscia, ma una cosa già la sa per certa, nel suo dna c’è il cavallo. Da quando bambina suo nonno Antonio le raccontava di quella volta che vinse - in sella alla femmina Limerick, con i colori delle Fiamme Oro - il Campionato Italiano Militare 1970 di salto ostacoli. Elisa Suriano, ventenne del Quartiere Giardinetti a Cinecittà, è al suo secondo scudetto tricolore nel dressage paralimpico. In questa stagione ha centrato il titolo di Quarto Grado, dopo quello Criterium e la designazione di migliore amazzone Young-Rider 2012. «Merito anche di Montana Texass, esperto baio polacco affidatomi da una proprietaria tramite Massimiliano Floris, il mio istruttore e con il quale ho vinto il titolo 2013». Aveva iniziato a 4 anni con il volteggio, la spettacolare specialità acrobatica dell’equitazione (gli esercizi si compiono sulla groppa di un cavallo che trotta in circolo), poi per una disabilità al ginocchio destro è passata al completo presso il Centro Ippico Il Dragoncello a Roma Ovest. Qui il patron è l’ultima medaglia d’oro olimpica dell’equitazione italiana, Federico Roman, e nel suo circolo ad Acilia Elisa ha incontrato pure il suo primo amore, il pony Pepe Di Cayenna. Il cavallino amico inseparabile della sua giovane padrona («è tutt’ora mio anche se sta in un altro maneggio, ma non lo perdo di vista») ed il suo confidente nei momenti meno felici, magari dopo una gara così così o per dimenticare incomprensioni e amarezze. E’ stato proprio il cavallo - «un animale buono, che magari può intimorire per la sua imponenza; ma se gli dai fiducia ti fa provare sensazioni fantastiche» - ha riportare in carreggiata il morale di Elisa dopo un periodo difficile, punteggiato dalle cure che da tanti anni deve affrontare per tenere a bada le difficoltà motorie. In queste è fondamentale l’aiuto dei suoi genitori, entrambi fisioterapisti; il padre Giuseppe collabora al Comitato Italiano Paralimpico ed ha fatto parte dello staff che assisteva gli azzurri alle Paralimpiadi di Atene 2004. La scelta del dressage, dopo volteggio e completo, è arrivata nel 2012, di seguito ad un anno di lontananza da piste e maneggi. «L’invito a partecipare ad una gara con un cavallo dell’Esercito, Zigarru, sotto la guida di Floris». Oggi Elisa Suriano si allena al Cassia Antica, oltre l’Olgiata, presidente Fernando Canonici, uno dei più noti veterinari romani che ha rimesso in sesto celebri cavali da corsa, come la purosangue Noble Hachy. «Il futuro è un’incognita» sospira Elisa che - tra Università, allenamenti e casa – è una globetrotter cittadina «La passione e l’impegno non mancano ma per i risultati, specie internazionali, occorrono buoni cavalli e sponsor. Il prossimo anno ci saranno i World Equestrian Games, i Mondiali, in Normandia e nel 2016 le Paralimpiadi a Rio de Janeiro. Ho superato tante difficoltà, perché fermarmi adesso?».
L’amazzone della Capitale
Elisa Suriano per la terza volta campionessa italiana Studia Scienze ma il dressage paralimpico è la sua passione
