Roma Capitale

Impianti sportivi Procedura di gara corretta

In riferimento all’articolo pubblicato su «Il Tempo» e riguardante una procedura di indizione di una gara ad evidenza pubblica per la gestione e manutenzione degli impianti sportivi di proprietà dell’...

In riferimento all’articolo pubblicato su « Il Tempo » e riguardante una procedura di indizione di una gara ad evidenza pubblica per la gestione e manutenzione degli impianti sportivi di proprietà dell’Ateneo, tengo a puntualizzare, in qualità di Rettore uscente, quanto segue: il Cda dell’Università, il 23 settembre 2013, ha esaminato la proposta di affidare, tramite, ripeto, gara pubblica, la gestione di detti impianti stante l’imminente scadenza del precedente affidamento. Preliminarmente è stato eseguito un approfondito studio di fattibilità contenente valutazioni in ordine allo stato di conservazione degli impianti sportivi, con annesse pertinenze quali spogliatoi e servizi igienici, e un’analisi riguardo le potenzialità di funzionamento degli stessi in modo da suggerire all’Amministrazione universitaria le necessarie strategie di intervento da programmare negli anni a venire compresa un’attenta valutazione delle attuali criticità e della loro soluzione in una logica più complessiva di riqualificazione e potenziamento dell’intera area.Un elemento centrale presente nel prospettato sistema di gestione risiedeva nell’annullamento per l’Ateneo dei costi di manutenzione e conservazione degli impianti, nell’assunzione degli stessi da parte dell’affidatario, con il vincolo per quest’ultimo di riconoscere all’Università un canone e garantire la fruibilità all’utenza, costituita dai dipendenti dell’Università, a tariffe più basse di quelle praticate negli impianti gestiti dal Comune. La scelta della durata decennale della concessione va fatta risalire alle sostenibilità del piano finanziario ipotizzato nel citato studio di fattibilità in termini di un equilibrio tra costi e ricavi, tenuto conto degli obblighi richiesti all’aggiudicatario. Quindi non si tratta nel modo più assoluto di realizzare un «circolo privato» nell’Università ma di una normale e trasparente procedura di gara (per inciso la formula della possibilità di aggiudicazione anche in caso di una sola offerta, purché ritenuta valida deriva direttamente dalla disciplina di settore) di rinnovo di un affidamento che già in precedenza aveva consentito la fruibilità a pagamento dei servizi sportivi. Da ultimo la procedura è stata si approvata il 23 settembre ma l’istruttoria risale ad almeno sei mesi prima, in linea temporale con la scadenza del precedente affidamento. Prof. Renato Lauro

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