Roma Capitale

Bilancio, i revisori dei conti non firmano

Il sindaco incontra l’opposizione ma Nuovo centrodestra e FdI non si presentano

La commissione capitolina al Bilancio è stata convocata, forzando un po’ il regolamento, per oggi pomeriggio. L’atteso parere dei revisori dei conti alla manovra 2013 infatti non è ancora arrivato. Uno dei nodi principali riguarda il trasferimento da parte della Regione di cento milioni di euro per il trasporto pubblico. Risorse indispensabili per portare il bilancio capitolino in pareggio - per il quale ricordiamo il governo Letta ha varato un apposito decreto Salva Roma. Il via libera dei cento milioni, che fanno parte del piano di rientro sanitario, deve arrivare da ministero e consiglio regionale. Al di là della delibera della giunta Zingaretti e della battaglia annunciata alla Pisana dal centrodestra, nulla di questi cento milioni è dato più sapere. Si possono allora iscrivere a bilancio cento milioni di euro solo con una delibera di giunta regionale che cambia destinazione a fondi vincolati? È probabilmente questo il quesito che si pongono i revisori dei conti capitolini. Se il percorso tecnico avrà poi una sua soluzione, quello politico si presenta tutto in salita. L’incontro voluto dal sindaco Marino con i capigruppo delle opposizioni è stato disertato da Sveva Belviso (Nuovo centrodestra) e Fabrizio Ghera (FdI). L’ex sindaco Alemanno, capogruppo della Lista Cittadini x Roma, colpisce ma non affonda annunciando di aver chiesto a Marino un altro incontro la settimana prossima «per poter capire come evolve la situazione in un clima di attenzione alle esigenze di Roma, ognuno nel rispetto dei propri ruoli. Ho posto una serie di problemi - ha detto Alemanno - come la formulazione del testo di bilancio dove i 100 milioni del tpl della Regione che sono solo ipotetici. Poi la Protezione civile, non ci si può permettere di tagliare un terzo della Protezione civile visto quello che è accaduto in Sardegna. Ancora la holding che non è stata approvata e quindi abbiamo rinunciato a un risparmio di 35 milioni; i municipi: il taglio mette in ginocchio la spesa sociale. Un po’ di autocritica della maggioranza sul recente passato d’Aula contribuirebbe certamente a rasserenare il clima». Opposizione dura promessa al sindaco dal capogruppo Lista Marchini, Alessandro Onorato che ha annunciato di presentare «10mila emendamenti ma anche 10 delibere per illustrare la Roma che vorremmo». Posizione a confine per i grillini, curiosamente taciturni nonostante le diverse vicissitudini capitoline degli ultimi tempi. «È da folli mandare Roma in default. Non faremo centinaia di migliaia di emendamenti fuffa per impedire l’approvazione con tecniche procedurali ma circa 200-300 - dice Marcello De Vito - faremo emendamenti mirati e non ne ritireremo nemmeno uno». Lo scontro continua. A partire dalla convocazione della commissione per oggi, quando il nuovo centrodestra è impegnato in un evento nazionale. L’articolo 28 del regolamento, ricorda l’ex presidente dell’Assemblea capitolina, Marco Pomarici prevede infatti deroga specifica alle attività consiliari.

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