Roma Capitale

Affitti ricalcolati. Ci guadagnano le coop

Arrivano le prime tabelle per i nuovi canoni. Ma gli sconti non sono uguali per tutti

Da dicembre pagheranno 200 euro in meno d’affitto al mese, 600 (700 con il condominio) al posto di 800-900. Eppure non è una bella notizia, per gli inquilini che abitano nelle cooperative costruite con i fondi regionali destinati all’edilizia agevolata (agevolata solo per le tasche di chi ha costruito!) del piano di zona Spinaceto Due, nel quartiere Eur. Aspettavano da anni le nuove tabelle del Comune per il ricalcolo del canone d’affitto e il giusto prezzo di cessione. Come altre 2mila famiglie da un capo all’altro di Roma, che non si erano viste detrarre l’equivalente dei fondi regionali destinati alla costruzione di abitazioni destinate a famiglie e singoli in difficoltà. Soldi rimasti invece nelle tasche "sbagliate". E non se ne viene fuori nemmeno con le nuove tabelle redatte dall’ingegnere Mancini, firmate il 30 ottobre dalla dottoressa Carla Caprioli. A scoprire che giustizia non è fatta neanche adesso, sono stati gli abitanti del palazzone, con due civici, in via Angelo Sante Bastiani. I primi, e forse gli unici per il momento, ad aver ricevuto una lettera, dieci giorni fa, spedita dalla cooperativa. La loro è la Vesta. «Dal mese prossimo dovremo pagare di meno» spiega Donata Di Foggia, una delle leader morali del Comitato di Lotta Spinaceto Due. Ma invece di gioire, gli inquilini sono infuriati. «Ci hanno ricalcolato l’affitto detraendo solo l’equivalente del 30% dei fondi regionali che ha ricevuto la coop. Ma ci spetta un altro sconto, perché il contributo ammontava al 60%, la metà a fondo perduto» arringa Donata. Ma non finisce qui. Gli inquilini della cooperativa Vesta, che hanno avuto le tabelle, grazie alla legge sulla trasparenza, hanno scoperto che ai loro vicini di casa, che abitano nella vicina via Butera, costruita dalla coop Ircos, spetta il giusto sconto, ricalcolato in base al 60% del contributo elargito alla cooperativa. Lo stesso che ha avuto la Vesta. Peccato, però, che i fortunati vicini di casa, non lo sappiano ancora ufficialmente. E sì perché la coop non gli ha ancora inviato alcuna lettera. E se non fossero stati informati dagli inquilini della Vesta non saprebbero ancora niente. I "maligni" sospettano che non sia un caso. Come mai tanta disparità? Sarebbe il caso di parlare di "figli e figliastri" anche fra gli inquilini vittime dello scandalo sollevato dal presidente del sindacato Asia Usb Angelo Fascetti, che insieme all’avvocato Vincenzo Perticaro, lo hanno denunciato. E se ci sono le nuove tabelle, il merito è del sindacato. L’orizzonte è ancora un punto interrogativo. Gli inquilini della Vesta chiedono di sapere «perché mai il giusto ricalcolo dell’affitto è stato formulato solo per la Ircos». Lo stesso trattamento della Vesta lo ha invece avuto una terza coop: «la Ovidio». Mentre per gli appartamenti tutti venduti, di una quarta coop, la Dicos, «i proprietari dovranno riavere il 20% del prezzo massimo di cessione pagato». Le spiegazioni non sono arrivate. «Sapevamo dell’incontro di Asia Usb con Lo Bianco, dell’assessorato di Caudo - racconta ancora Donata - volevano sospendere le tabelle per fare le verifiche. Noi abbiamo tentano invano di parlare con la segreteria dell’assessore regionale Refrigeri. Comune e Regione avrebbero dovuto parlarsi oggi (ieri, ndr.). Ma l’incontro non c’è stato».

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