Roma Capitale

Oltreoceano la verità sui «falsi» ticket Atac

Sono oltreoceano alcune delle risposte che la Procura di Roma sta cercando per far luce sulla clonazione dei biglietti dell'Atac e sulle eventuali responsabilità dei suoi dirigenti. L'archivio della...

Sono oltreoceano alcune delle risposte che la Procura di Roma sta cercando per far luce sulla clonazione dei biglietti dell'Atac e sulle eventuali responsabilità dei suoi dirigenti. L'archivio della posta elettronica aziendale è infatti custodito in un data center, ossia un centro di raccolta dei dati, situato negli Stati Uniti e di proprietà dell'International Business Machines Corporation (Ibm), tra le più grandi al mondo nel settore informatico. Sarà molto difficile, se non impossibile, risalire a quelle informazioni nel caso in cui la Guardia di Finanza, nel corso delle sue indagini, decidesse di passare al setaccio le e-mail che si sono scambiati negli ultimi anni i vertici Atac e i responsabili della «Direzione bigliettazione elettronica». Le ipotesi di reato sono falsificazione di biglietti e truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione. Affidare l'immagazzinamento dei dati a un grande fornitore, come il colosso statunitense Ibm, è una pratica lecita, che ormai sempre più spesso viene adottata dalle aziende per ottenere servizi informatici a prezzi contenuti. Stipulare un contratto di "cloud computing" (nuvola informatica), come ha fatto l'Atac per il servizio di posta elettronica, permette infatti di affittare una porzione di memoria di un grande server, risparmiando i costi dell'acquisto di computer, software e dischi. Una sorta di "pay per use". La "nuvola informatica" viene suddivisa tra tutti i clienti. Vi sono però delle conseguenze sul piano giuridico. Se il data center si trova al di fuori dei confini dell'Unione europea (negli Usa, appunto), la magistratura per accedervi avrebbe bisogno di una rogatoria internazionale. Prima che l'archivio della posta elettronica di Atac "volasse" oltreoceano era ancora possibile visionare un’e-mail come quella datata 13 febbraio 2004, viene fatto il resoconto sul nuovo sistema di bigliettazione comprato dall'australiana Erg. Tra le «criticità riscontrate», già allora si parlava di «assenza di una disciplina contrattuale e contabile dei titoli prestampati» e di «irregolarità nella distinzione contabile tra titoli cartacei e prestampati».

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