Roma Capitale

Il bilancio è interesse dei romani

di Mirko Coratti* L’Assemblea Capitolina nelle prossime ore dovrà approvare il bilancio previsionale 2013 di Roma Capitale. Sembra un paradosso! Il provvedimento che andremo ad approvare è un...

L’Assemblea Capitolina nelle prossime ore dovrà approvare il bilancio previsionale 2013 di Roma Capitale. Sembra un paradosso! Il provvedimento che andremo ad approvare è un consuntivo delle spese già fatte. L’aula è chiamata a convalidare un resoconto generato da un’altra maggioranza nella consapevolezza che le casse Capitoline sono a secco. Lo stato dei conti comunali è tutt’altro che roseo e l’opposizione lo sa bene. La giunta Marino eredita, da chi oggi è minoranza, l’onere di allestire un documento finanziario che altri avrebbero dovuto predisporre. È oggettivo che al sindaco Marino non può essere imputata una cattiva gestione economica negli interventi di cui la città ha bisogno. Il banco di prova sarà il 2014. Sulla previsione di bilancio del prossimo anno, pur nella esiguità di risorse disponibili, potranno essere misurate le intenzioni della nuova compagine alla guida del Campidoglio. Non riesco, quindi, a comprendere l’agitazione della minoranza. Nei cinque anni passati dal centrosinistra all’opposizione mai si è arrivati a forme esasperate di ostruzionismo sul bilancio di previsione. Abbiamo sempre cercato di contribuire a potenziare gli investimenti per i servizi sociali e per i municipi che sono il vero front-office comunale. Agitare oggi lo spettro dell’ostruzionismo appare una scelta incomprensibile alla maggioranza dei romani che dall’Assemblea Capitolina, al contrario, attendono certezze sull’offerta e sull’efficienza dei servizi e sostegno dal welfare comunale. Una linea dell’opposizione improntata al «tanto peggio tanto meglio» sarebbe dannosa. Invito tutti a un maggiore senso di responsabilità. Al centro dell’agire politico ci debbono essere sempre i cittadini e la loro dignità. A loro dobbiamo dare risposte, ognuno per la propria parte. Chi invece incautamente paventa l’idea di un commissariamento della capitale cerca scorciatoie propagandistiche ma non fornisce soluzioni ai problemi reali della città. È per questo che invito tutti gli eletti in Campidoglio ad onorare al meglio il mandato che i romani gli hanno consegnato.

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