Affinché di tragedie come quella che ha colpito la famiglia Albanese di Piacenza (e che negli ultimi 4 anni ha colpito in Italia 12 famiglie e 3 nel Lazio) non succedano più. Ieri mattina in Regione Lazio Andrea Albanese, papà di Luca, ha voluto ricordare quel maledetto giorno di giugno quando doveva portare in macchina il figlioletto Luca di 3 anni e invece tirò dritto verso il posto di lavoro. Soltanto nel pomerigio si rese conto che a causa di un black out della memoria aveva lasciato per otto ore in macchina sotto il sole Luca, deceduto per il caldo e la disidratazione. Andrea Albanese che ha definito la sua esperienza «una calamita naturale contro la quale non si può fare assolutamente nulla» ora s’impegna in prima persona per creare una coscienza collettiva su questo tipo di incidenti. Sullastessa linea d’onda Daniele Leodori, presidente del Consiglio regionale del Lazio e primo firmatario della proposta «La vita non è un optional» lanciata nella Giornata internazionale dell'Infanzia. «La nostra proposta mira a modificare il Codice della strada - ha spiegato Leodori - per chiedere all'Unione Europea il via libera all’omologazione di semplici sistemi d'allarme per i seggiolini dei bambini in auto. Sottoporremo al Consiglio regionale la proposta di legge che se approvata - come prevede l'articolo 121 comma 2 della Costituzione - sarà trasmessa direttamente al Parlamento italiano». In pratica si tratta di un dispositivo sonoro che avverte la presenza di un bambino sul seggiolino posteriore provvidenziale nei casi di black out inspiegabile della mente . «In Europa non abbiamo una rilevazione statistica di questo tipo di incidenti - ha aggiunto Leodori - ma negli Usa, dal 1998 ad oggi sono stati registrati in media trenta casi l'anno, circa 500 in totale». L’allarme per i seggiolini servirà anche ad evitare abbandoni di minori in auto da parte di genitori presi dal demone del gioco, i cosiddetti ludopatici che lasciano per ore i figli legati ai seggiolini per correre alla sala giochi. «La vita non è un optional» punta anche a prevenire gli incidenti che in auto e su strada colpiscono i più piccoli e quindi i più fragili per la poca conoscenza dei pericoli: in primis lo scarso uso dei seggiolini e delle cinture di sicurezza obbligatori per il trasporto di minori. Nel 2011 sono stati quasi 11 mila i bambini fino ai 14 anni in Italia coinvolti in incidenti stradali. Hanno spiegato Istat e Automobile Club che «il 30% dei bambini in auto non viaggia in modo sicuro». Sembra che due italiani su tre non usino il seggiolino. Ma una buona notizia c’è. E cioè che Roma si colloca al quarto posto nell’elenco delle città italiane più virtuose (dopo Mestre, Milano, Torino) in materia di bambini correttamente allacciati. Ma come sarà questo dispositivo d’allarme? Al vaglio «c'è un brevetto, premiato dal Cnr qualche settimana fa, di un istituto tecnico di Bibiena (Arezzo). Non so se sarà quello o un altro dispositivo di sicurezza - ha concluso Leodori - questo lo stabilirà il Ministero competente, credo che invece l'obiettivo che dobbiamo darci sia quello di garantire al massimo la sicurezza dei nostri bambini con l'introduzione di questo sistema che chiamerei salvavita».
Un allarme in auto per segnalare i bimbi sui seggiolini
Il progetto del presidente Leodori «Basta abbandoni fatali di minori»
