GUIDONIA Lucia Marino fu trovata morta nel suo letto sei anni fa. Ieri sono stati rinviati a giudizio la sorella e il fidanzato. Sulla morte della studentessa di 29 anni deceduta il 12 marzo del 2007 nella sua casa in via delle Ginestre, a Colle Fiorito, fu subito giallo. Al collo aveva stretto un cordino per stendere la biancheria. All’inizio si era ipotizzato il suicidio, invece potrebbe essere stata uccisa. Ieri mattina l’udienza. A finire sotto processo per omicidio la sorella Emilia e l’allora fidanzato di Lucia, Roberto Sorbo, di professione autista. La Corte d’Assise di Roma dovrà sciogliere il giallo. La prossima udienza è fissata per il 10 febbraio. In aula ieri mattina i due imputati erano assenti. Momenti di grande commozione quando a parlare è stata la mamma Amalia, nel difficile doppio ruolo di madre di una figlia scomparsa e genitore dell’altra figlia accusata dell’omicidio della sorella. La famiglia della ragazza, però, continua a parlare di suicidio. Per loro Lucia sarebbe stata depressa per la recente fine di una relazione e tra le due sorelle i rapporti sarebbero stati buoni. Fin dall’inizio, però, c’era qualcosa che non quadrava. A non convincere gli investigatori le modalità del presunto suicidio: troppa determinazione e troppa forza sarebbero servite alla giovane per riuscire a stringere da sola attorno al collo quella cordicella. Una ricostruzione che non ha mai convinto: dai segni non marcati sul collo alle tracce di sangue sugli asciugamani in bagno, fino alla vasca piena d’acqua e con alcune tracce ematiche. Non solo, nell’abitazione del fidanzato della sorella sono stati trovati alcuni disegni e reperti che hanno insospettito chi indaga. Lucia era una studentessa universitaria determinata, faceva la promoter di prodotti di bellezza per pagarsi gli studi, era gioviale, non avrebbe avuto motivi apparenti per togliersi la vita. E non ha lasciato alcun biglietto per spiegare il suicidio. I dubbi erano tali che nel luglio del 2007 si arrivò a riesumare il corpo per un secondo esame autoptico. A studiare il caso fu chiamato anche un noto criminologo. A chiedere aiuto, all’alba di quel terribile 12 marzo, furono proprio la sorella e il fidanzato ora sul banco degli imputati. La scena, le modalità del gesto, le versioni spesso discordanti dei due giovani, una sorta di reticenza e di mancanza di collaborazione da parte degli imputati, hanno permesso agli investigatori di comporre il mosaico che sta sempre più prendendo forma.
Studentessa morta nel letto A processo sorella e fidanzato
Lucia Marino fu trovata con una corda al collo nel 2007