Roma Capitale

«Ora dimissioni di sindaco e vice»

Denuncia L’ex assessore al Personale Cavallari procederà per diffamazione abuso d’ufficio e procurato allarme. Pdl e FdI chiedono la testa di Marino e Nieri

Dopo 48 ore di surreale attesa, l’opposizione affila le armi. E all’annuncio del vicesindaco Luigi Nieri che il concorsone va avanti ma che date le gravi irregolarità riscontrate oggi porterà le carte alle magistrature penali, civili e contabili, segue la battaglia. Resa, a onor del vero, facile dalla gestione della vicenda e dall’assordante assenza del sindaco Marino che affida a una nota il commento della conferenza stampa del suo vice. Durissimo l’ex assessore al Personale, Enrico Cavallari: «Procurato allarme, abuso d’ufficio e diffamazione. In poche ore il sindaco Marino è stato capace di collezionare tre reati in un colpo solo nella vicenda del maxiconcorso di Roma Capitale. Tutto ciò sulla pelle di 30mila candidati che stanno per ultimare le prove orali. Dopo aver vergognosamente minacciato di annullare le 22 procedure inventando storie assurde sulla trasparenza delle prove, hanno fatto retromarcia smascherati dalle grida di chi sta per conquistarsi un posto di lavoro con anni di fatiche sui libri e con onestà. Dopo un fatto tanto grave chiediamo immediatamente le dimissioni del sindaco Marino che denunceremo alla procura». Dimissioni chieste anche dal capogruppo FdI, Fabrizio Ghera, che ha assistito alla conferenza stampa del vicesindaco Nieri, come la capogruppo Pdl, Sveva Belviso. «Dopo la tragedia la commedia: il vicesindaco Nieri, scaricato da Marino, mandato da solo a fronteggiare i partecipanti al concorsone e la stampa, ci dice che il bando non sarà più annullato - dice Ghera -. Marino assente poi è un fatto gravissimo, un sindaco che dopo la gestione della vicenda Metro C, stretto nella morsa dei duellanti Improta e Morgante, ora scarica pure Nieri. Marino incapace si dimetta, e prima di lui il suo vice». Incalza la Belviso: «Mi viene in mente la frase di Francisco Goya: il sonno della ragione genera mostri. Marino e Nieri, perdendo ogni attitudine raziocinante, che nel loro ruolo sarebbe richiesta e gradita, avevano fatto trapelare possibilità di annullamento del concorsone, poi di sospensione, generando il mostro del sospetto e dell’infamia sui vincitori, sugli ammessi alle prove orali, gente che ha studiato per anni. Ragazzi lesi nella dignità e nella reputazione non da un passante, ma dal primo cittadino di Roma e dal suo vice». Va oltre il vice presidente dell’Assemblea capitolina, Giordano Tredicine (PdL): «Non vorremmo che queste presunte irregolarità siano un escamotage per evitare le 2000 nuove assunzioni. Nel bilancio di previsione 2014, infatti, non sono stati previsti fondi alla voce nuove assunzioni. A pensar male si fa peccato, è vero, ma spesso ci si azzecca». Il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato torna a chiedere al sindaco di riferire, oggi, all’Aula. Difficile lo faccia. L’assenza di ieri sia nell’incontro con i concorsisti sia in quello coi sindacati e coi giornalisti, la dice lunga. Un po’ tardi però per non metterci più la faccia. Il Pd affida al solo capogruppo capitolino D’Ausilio una nota di apprezzamento per l’operato del sindaco. Il resto della maggioranza tace. In imbarazzo.

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