La Praxi, la società che ha curato l’organizzazione logistica del maxi concorso di Roma Capitale, rispedisce al mittente le accuse del sindaco Ignazio Marino. «Praxi ha fornito 50.000 buste per i concorsi di Roma Capitale - ha dichiarato Sergio Rossi, responsabile della Divisione concorsi - Si tratta di buste cosiddette "internografate", ossia oscurate all’interno con un reticolato o con una colorazione blu scura, come nel caso di cui parliamo, come prevede la normativa sui concorsi, e sono state utilizzate per numerose altre procedure». «Queste buste nascono con il preciso compito di evitare che ne sia facilmente visibile il contenuto - continua la nota - e permettere alle comissioni di esaminare serenamente, senza influenze di sorta, gli elaborati dei concorsisti». Un elemento necessario ma non sufficiente. «La busta non può essere lo strumento che impedisce alla commissione, se questa è in malafede, di compiere un reato - dichiara ancora il dirigente Praxi - Mi spiego: se anche fornissimo buste di metallo, chi potrebbe impedire a qualche disonesto di aprirla, leggere i nomi dei candidati e poi sostituirla con un'altra?». Porre l’accento sulle buste, «utilizzate per numerosi altri concorsi, e anche dalla stessa Praxi per motivi di sicurezza quando presenta delle offerte di gara», spiega Rossi, sembra così «un modo strumentale per criticare l’operato delle commissioni senza però dire che c’è stato malaffare, mentre invece, se ci sono notizie di reato, queste andrebbero segnalate ai magistrati».
La società: le buste erano regolari
La Praxi, la società che ha curato l’organizzazione logistica del maxi concorso di Roma Capitale, rispedisce al mittente le accuse del sindaco Ignazio Marino. «Praxi ha fornito 50.000 buste per i...