Un fulmine a ciel sereno. La bomba lanciata dal sindaco Marino sull’annullamento del maxi concorso esplode nel pomeriggio di venerdì e sui social network scoppia subito l’inferno. È l’inizio di un incubo per migliaia di candidati che a febbraio 2010, con l’uscita del bando, hanno iniziato a studiare. Una preselezione, due prove scritte e un orale, più di 10 materie per profilo, tra cui diritto amministrativo e penale. Ad animarli la speranza dell’ormai irraggiungibile posto fisso. Più che un concorso però si è rivelato un’odissea: ritardi dovuti al numero dei partecipanti (300.000 domande) e attese infinite, durate anni, prima per la convocazione alle preselezioni al Palalottomatica, poi per le date e i risultati degli scritti. Infine per gli orali, alcuni in corso di svolgimento. Quando l’odissea sembrava terminata è arrivata la doccia fredda. Non solo per i vincitori, anche per gli idonei. Il problema: la scoperta, a oltre un anno di distanza, che dalle buste messe in controluce sarebbe stato possibile leggere il nome del concorrente. Nel giro di pochi minuti, sul web sono nati decine di forum con migliaia di post e tweet. La pagina Facebook di Marino è stata assediata dai concorsisti inferociti: «Si rende conto - scrive Nicoletta - che sta offendendo migliaia di persone che si sono sbattute anni per studiare, lavorando e rinunciando a una vita propria? C’è chi si è ammalato per il troppo studio». Gli fa eco Tamara: «Tanti come me hanno studiato, sputato sangue su questo concorso con famiglia e altri oneri a carico e lei adesso si sveglia dicendo che ci sono irregolarità? E poi parla di onestà e trasparenza». Qualcuno evidenzia che tutto questo comporterebbe un’implicita accusa di Marino ai dirigenti di Roma Capitale che presiedono le commissioni: «E i dirigenti che facevano e fanno parte delle commissioni di concorso? Tutti corrotti? Ma si rende conto di quello che dice?». «La presunta trasparenza della busta è un evidente pretesto per annullare tutto perché non ci vogliono assumere - scrive Stefania - A distanza di un anno, mi devi dare elementi, ci vuole di più di una presunzione, ci vogliono nomi, denunce, casi concreti». «Come si fa a liquidare una vicenda del genere in 48 ore, di sabato e domenica - racconta un candidato - Abbiamo scoperto che in casi simili ci sono voluti mesi per le perizie, tra l’altro effettuate da esterni. Ci stanno anche facendo passare per raccomandati, è intollerabile». Mirko scrive col cuore in mano: «È l’ennesima porta sbattuta in faccia a noi giovani». C’è anche chi sottolinea come, in tempi di crisi, sia inaccettabile annullare 22 concorsi costati milioni di euro. La situazione peggiore tuttavia non è quella dei vincitori, pur con graduatoria pubblicata da mesi e senza ricorsi, ma di coloro che sono già stati assunti, come racconta uno dei ragazzi che preferisce rimanere anonimo: «Siamo stati assunti in servizio ormai da mesi. Verremo licenziati tutti? È un atto di una gravità inaudita. Spero solo che si sia reso conto di quello che sta facendo, lui che parlava di merito e invece ha iniziato ad assumere, senza concorso, decine di persone. È la vecchia politica, si gioca con la vita delle persone». Federica Trifuggi è in corsa per uno degli 87 posti di ingegnere. È furiosa: «Tra stop e ritardi il concorso è durato così a lungo che nel frattempo ho fatto due figlie - racconta - La nostra procedura è finita il 22 settembre e manca solo la pubblicazione della graduatoria finale. Abbiamo studiato per anni e cosa si permette di dire il sindaco? Che chi è rimasto fuori è stato escluso perché non aveva santi in paradiso? È inconcepibile e offensivo». Ieri, con la convocazione spontanea di gruppi di concorsisti, sono iniziate le prime proteste in Campidoglio. Per lunedì, alle ore 9, è prevista invece una grande manifestazione in piazza Santi Apostoli. Cominciano anche a formarsi dei comitati dei singoli capitoli del concorso, come il Covessit, formato da molti dei 129 vincitori della selezione per esperti informatici. «Nei giorni scorsi abbiamo richiesto un incontro al sindaco Ignazio Marino, al vicesindaco Luigi Nieri, all’assessore Marta Leonori (Innovazione tecnologica e reti informative), al direttore del Dipartimento Risorse Umane e al direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica, senza ricevere risposta - fa sapere Marcello Ferraro Viscardi del Covessit - La conferenza stampa del sindaco Marino desta in noi perplessita, perché non chiarisce quale fase delle procedure sia oggetto di verifiche. Se si tratta delle preselezioni - continua il Comitato - non tutti i concorsi hanno passato questa trafila (è il caso del nostro concorsi). Se invece l’oggetto della contestazione sono le prove d’esame, è bene evidenziare che i candidati hanno sostenuto due prove scritte e una prova orale, al termine delle quali sono stati giudicati idonei solo 129 di essi a fronte di 197 posti disponibili: questo è indice di un’estrema serieta della Commissione, la quale ha effettuato una severa selezione nonostante il concorso offrisse disponibilita di posti». In effetti, il dubbio è lecito: come si può parlare di raccomandati e santi in paradiso se i posti sono in numero maggiore degli assunti? La battaglia è iniziata e andrà avanti a suon di ricorsi, class action e richieste di risarcimento per danni morali e materiali. Si prevedono tempi duri per la casse, già in rosso, del Campidoglio.
Concorsone, la rivolta è cominciata
Protesta al Comune, domani si replica con la manifestazione a Santi Apostoli «Abbiamo sputato sangue per tre anni, ora Marino vuole annullare tutto»
