Strada in salita per il bilancio 2013. A 15 giorni esatti dal termine fissato per l’approvazione definitiva in Assemblea capitolina, il parere obbligatorio ma non vincolante dei Municipi è arrivato da 13 parlamentini locali sui 15. E se in XIII la seduta è stata aggiornata a lunedì, la notizia viene da Garbatella. Il Municipio guidato da Andrea Catarci, rappresentante dei minisindaci in giunta, non ha infatti approvato il bilancio. Un successo per l’opposizione che con il portavoce romano di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo e il consigliere in VIII, Glauco Rosati, chiede a questo punto le dimissioni di Catarci. Una sconfitta, comunque per la maggioranza che non la prende bene. «Di fronte al ridicolo atto di dissociazione dal proprio recente operato di un Pdl che fa ostruzionismo contro il bilancio che ha già saccheggiato - commenta Catarci - davanti al susseguirsi di sproloqui indecenti e qualunquisti e ad inutili costi di fotocopie, cancelleria e personale, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha chiuso i lavori senza esprimere il parere sul documento contabile del 2013. Proprio una bella prova di autolesionismo, misto a disprezzo per l'Ente municipale e per la collettività». Gli altri dodici Municipi hanno tutti espresso parere favorevole alla manovra. Nonostante l’ostruzionismo messo in atto dal centrodestra e, soprattutto, le diverse forzature sul regolamento messe in atto dal centrosinistra. Ricorsi sono stati annunciati praticamente in tutti i parlamentini e alcuni di essi, come quello annunciato dai capigruppo Pdl e FdI del III Muncipio, Cristiano Bonelli e Francesco Filini, finiranno sul tavolo della commissione capitolina alla Trasparenza. «Stiamo assistendo a una serie di fatti decisamente preoccupanti nei Municipi impegnati nella sessione di bilancio - ha commentato il presidente della commissione capitolina, Giovanni Quarzo - ordini del giorno e mozioni legati al documento economico proposti dall'opposizione posticipati a data da destinarsi stonano rispetto ai regolamenti vigenti e a quanto stabilito nel 24 luglio 2012 con ordinanza 2844 dalla V sezione del Consiglio di Stato. Ritengo inderogabile fare chiarezza su quello che rischia di essere un colpo di mano, i cui risvolti politici sono chiari: accolgo dunque la richiesta dei consiglieri di opposizione del III Municipio. Non è pensabile di raddrizzare storture con forzature la cui natura è preoccupante». Una situazione quasi "esplosiva" quella nei 15 parlamentini. Anche se il centrosinistra ha risposto egregiamente al diktat sovietico di approvare il bilancio entro il 15, il taglio ai fondi alle già esigue casse municipali non piace a nessuno. Lo sanno bene in Consiglio comunale, per questo forse il presidente della commissione bilancio, Alfredo Ferrari (Pd) prova a "sollevare" gli animi: «In assenza di una normativa sul decentramento è necessario trovare le risorse. Proprio per rispondere a questa esigenza, che i territori quotidianamente vivono, ho ufficializzato la mia idea di destinare direttamente ai municipi l'aumento dello 0,30% al metro quadro della Tares, vincolato ai servizi indivisibili cioè illuminazione, verde pubblico e strade». Ipse dixit.
Caos sul parere alla manovra 2013 Catarci «rinuncia»
Strada in salita per il bilancio 2013. A 15 giorni esatti dal termine fissato per l’approvazione definitiva in Assemblea capitolina, il parere obbligatorio ma non vincolante dei Municipi è arrivato...