Roma Capitale

Movimenti per la casa, acampada sul red carpet

Acampada sul red carpet, con striscioni di protesta e megafoni. I movimenti per la casa mostrano ancora i muscoli di fronte al parterre del Festival del Film all’Auditorium. Ma la polizia ha...

Acampada sul red carpet, con striscioni di protesta e megafoni. I movimenti per la casa mostrano ancora i muscoli di fronte al parterre del Festival del Film all’Auditorium. Ma la polizia ha sventato il tentativo di accamparsi, anche se le tende erano già state aperte. «Spieghiamo agli adolescenti che gridano "Hunger Games" che anche i protagonisti del film sono dei ribelli», li hanno incitati alla vigilia della giornata di protesta studentesca. Gli attivisti, infatti, hanno scelto con cura la giornata per intraprendere la nuova protesta. Proprio ieri infatti al festival romano era in agenda l’atteso film "Hunger Games: La ragazza di fuoco". L’iniziativa ribattezzata Occupyeredcarpet, sulla scia di altre mobilitazioni alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Mentre i movimenti erano alle prese con la polizia a Prati Fiscali andavano in scena le barricate di cassonetti per fermare uno sfratto, con reciproci scambi di insulti e qualche cazzotto tra automobisti e attivisti. «Non si può continuare con le promesse - ha spiegato Luca Fagiano portavoce del coordinamento -. La situazione degli sfratti è diventata insostenibile, si fa sempre più ricorso alla forza pubblica per cacciare le persone di casa». «Non vogliamo gli scontri con le forze dell’ordine - ha aggiunto Paolo Di Vetta, leader dei Blocchi Precari Metropolitani - e siamo stanchi di queste istituzioni che nascondono le proprie mancanze dietro l’uso della forza pubblica. Avevano promesso discontinuità, ma la situazione è identica a quella di prima». La proteta con donne, immigrati e rifugiati al seguito, 150 persone, ha traslocato sotto il ponte di Corso Francia dove i movimenti hanno piantato la tendopoli. L’assedio fino a quando il vicesindaco Luigi Nieri non li ha incontrati. A via De Lollis intanto prosegue l’occupaizone della Casa dello studente.La Regione e Laziodisu si dicharano: «pronti al dialogo» purché «cessi l’occupazione».

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