«Firma del padre o di chi ne fa le veci». La dizione classica delle giustificazioni scolastiche, poi aggiornata in «firma del padre o della madre», ha raggiunto livelli avanzatissimi al liceo Mamiani dove la preside Tiziana Sallusti ha deciso, appena insediata, di ritirare i libretti per sostituire la dicitura con «genitore 1» e «genitore 2». Chissà tra padre e madre chi sarà il numero 1 e il numero 2... Dovranno tirare una monetina? Al di là della facile ironia e del costo (a carico delle famiglie o della scuola?) sia pur limitato (ma le scuole non piangono sempre miseria?), la decisione dell’illuminata dirigente scolastica appare ridicola e ideologicamente provocatoria. La preside sostiene che genitore è chi si occupa del ragazzo, con quel che ne consegue ad esempio nei casi delle cosiddette «famiglie allargate». E invece proprio qui potrebbero sorgere problemi di tipo giuridico. Il coniuge separato o divorziato potrebbe obiettare che il semplice convivente dell’ex moglie/marito non ha alcun diritto sul figlio e quindi non può firmare le giustificazioni. Con questa logica, poi, si potrebbe arrivare a un genitore 3, 4, 5, X... O potrebbe cambiare più volte nel corso dell’anno scolastico. Il problema vero è che ancora una volta si sferra un attacco frontale alla famiglia giustificato solo dalla volontà di scardinare l’istituto fondante della società. Si usa l’«antilingua» per cancellare anche dal vocabolario punti di riferimento insostituibili. Ed è inutile nascondersi dietro una presunta discriminazione nei confronti dei gay. Per quanto si agitino, i figli continueranno a nascere da un padre e da una madre.
Giustificazioni Cancellati i termini padre e madre
Andrea Acalia.acali@iltempo.it «Firma del padre o di chi ne fa le veci». La dizione classica delle giustificazioni scolastiche, poi aggiornata in «firma del padre o della madre», ha raggiunto...
