Roma Capitale

Bilancio a tutti costi. Colpi bassi nei Municipi

In VI il presidente fa uscire l’opposizione per una pausa e mette al voto la finanziaria

Il diktat sovietico per i 15 Municipi, tutti governati dal centrosinistra, è quello di approvare il bilancio capitolino 2013 entro il 15 novembre. Vale a dire oggi, massimo domani se non ci si vuole "rovinare" il fine settimana. Un ordine partito dal Campidoglio per non correre rischi. Il parere dei Municipi è obbligatorio e la manovra deve essere approvata inderogabilmente dall’Assemblea capitolina entro il 30 novembre. Una battaglia all’ultimo colpo, cominciata proprio nei parlamentini locali, dove il Pdl ha dato mandato agli eletti di fare un’opposizione senza sconti, ricordando di privilegiare gli ordini del giorno. Il motivo? Esperienza. Proprio un anno fa il centrosinistra all’opposizione inchiodò la maggioranza in Aula per 4 mesi su Acea avvalendosi della sentenza del Consiglio di Stato - emessa su ricorso del centrosinistra - che riconobbe gli ordini del giorno come inderogabili. Ovvero vanno votati uno ad uno anche se, in quel caso, si trattava sfacciatamente di ordini del giorno fotocopia. Curioso dunque come ora quella stessa forza politica che inneggiava alla democrazia e al diritto sacrosanto di fare opposizione, stia mettendo a punto un ribaltone. Annunciato, come quello di oggi in XV Municipio (ex XX), quello per intenderci che subirà dal bilancio 2013 il taglio maggiore, con un bel meno 40%. L’opposizione di centrodestra ha presentato 3.753 ordini del giorno, seguire le regole significherebbe andare ben oltre domani. Si pensa dunque a «cassare» il tutto. Peggio, si mette a verbale. «Il presidente del consiglio ha convocato la seduta d’aula per giovedì alle ore 9.30 con durata fino alle ore 14 - recita il verbale della capigruppo - chiusura dovuta dall’urgenza di dover trasmettere delibere entro il 15 novembre, inderogabilmente. In particolare la discussione degli odg deve cessare entro le ore 13.30». Una procedura contro la quale i consiglieri Pdl-Fi, Mocci, Casasanta, Giacomini, Foglietta, Baggi, Pandolfi sono pronti a dare battaglia anche in sede giudiziaria e per questo hanno già presentato richiesta per la diretta streaming della seduta odierna. Denunce, gravi, arrivano anche da altri Municipi. Paradossale quanto accaduto in VI, «Il presidente ha concesso una pausa ma il consiglio è stato ripreso con anticipo in modo da non permetterci di votare - denuncia il consigliere Pdl, Daniele Pinti - noi eravamo in riunione quando siamo ritornati in aula all’ora stabilita dal presidente il bilancio era stato già approvato. Per protesta tutte le forze di opposizione hanno abbandonato l’aula». Un escamotage di basso livello per superare «l’ostacolo democratico». Non va meglio in VII, dove il capogruppo Pdl Umberto Matronola, racconta quanto praticamente si rischia di replicare oggi in XV: «Durante la discussione al bilancio abbiamo presentato insieme a tutti i gruppi di minoranza 367 odg che sono stati tutti respinti, in quanto ritenuti non accettabili. Senza però che questi fossero letti, come previsto dal regolamento. Proprio per questo, ho deciso di occupare la sala consiliare ad oltranza, contro il comportamento tenuto dal presidente e il mancato rispetto del regolamento. Attiveremo tutte quante le procedure presso gli organi competenti, affinchè venga verificato il corretto svolgimento dei lavori d’aula e il rispetto del regolamento vigente». Pareggio di «consolazione» in I Municipio, dove un ordine del giorno dell’opposizione è stato approvato all’unanimità. Sono gli stessi capigruppo dell’opposizione a darne notizia: «Con questo atto sono state assunte come impegnative, approvandole, le "premesse" della decisione n. 2 della Giunta municipale. Leggendole, è possibile avere piena contezza delle forti criticità del bilancio, tali cioè da compromettere il funzionamento del Municipio come istituzione garante della buona erogazione dei servizi sul territorio». Un atteggiamento pericoloso quello adottato praticamente in tutta la città. In XII Municipio l’opposizione sembra essere già stata "eliminata". È infatti una nota della maggioranza, con toni pesantemente - e inutilmente - polemici con la precedente amministrazione Alemanno, a dare notizia dell’approvazione del bilancio. Qui dal Pdl ai 5 Stelle si tace. Un segnale pessimo per la democrazia, già messa a dura prova da una Capitale a governo monocolore. Una responsabilità in più che il centrosinistra ha il dovere di assumersi. Considerato anche il fatto che è al governo col voto di meno di un romano su due.

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